Non si è fatta attendere la reazione delle opposizioni al nuovo “pacchetto sicurezza” varato dal Consiglio dei Ministri. Il fronte della minoranza boccia senza appello le misure targate Meloni-Nordio-Piantedosi, parlando apertamente di un attacco allo Stato di diritto e di una manovra propagandistica che ignora i reali problemi degli italiani.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha affidato ai social un duro affondo contro l’esecutivo. Pur notando come il governo abbia inserito nel testo alcune proposte storiche del M5S – “si sono svegliati dal lungo sonno”, ironizza – l’ex Premier punta il dito sulla mancanza di investimenti concreti per le forze dell’ordine e i presidi territoriali. «L’obiettivo era sfruttare i fatti di Torino per soffocare il dissenso», attacca Conte, sottolineando come il governo sia stato costretto a una parziale retromarcia su norme definite “assurde”, come la cauzione per i cortei o il fermo preventivo basato sul semplice sospetto, criticato inizialmente persino dal Presidente del Senato La Russa.
Dal Partito Democratico si sollevano critiche sulla scala di priorità del governo. Arturo Scotto sottolinea il distacco della Premier dalla realtà: «L’emergenza per Meloni non sono i salari bassi o gli italiani che non riescono più a curarsi, ma il fermo preventivo di dodici ore. Chi ci governa vive sulla Luna».
Ancora più netti i toni di Riccardo Magi (+Europa) e Angelo Bonelli (AVS), che parlano di un “salto verso una svolta illiberale”. Secondo Bonelli, il fermo preventivo basato sul cosiddetto “legittimo sospetto” rischia di riportare il Paese ai tempi degli anni di piombo: «Saremmo tutti sospetti, anche solo per aver portato una bandiera della Palestina».
Anche Nicola Fratoianni (SI) bolla il decreto come l’ennesima operazione di facciata: «Lo scudo penale e le limitazioni ai cortei sono norme incostituzionali che non danno risposte sulla sicurezza reale». Al centro delle critiche finisce anche la contestuale approvazione del decreto sul Ponte sullo Stretto. Secondo le opposizioni, si tratta di uno “scempio”: miliardi di euro che, secondo Conte, dovrebbero essere destinati a imprese e cittadini colpiti dal maltempo piuttosto che a un progetto “fallito”.