SULL’UCRAINA: “CI SONO I CONTORNI DI UN ACCORDO”. SEDUTO CON GLI STUDENTI FIRMA L’ESECUTIVO PER SMANTELLARE IL DIPARTIMENTO DELL’ISTRUZIONE
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha ribadito che il 2 aprile, da lui chiamato “Liberation Day”, scatteranno i dazi per i prodotti importati negli Usa. Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha detto a proposito dell’Unione europea che “è molto dura” con gli Stati Uniti. “Ma ora è giusto che anche noi facciamo a loro quello che loro fanno a noi”, ha aggiunto. Secondo Trump, però, ci sarà “flessibilità” nell’applicazione delle nuove tariffe sui prodotti importati dai partner commerciali di tutto il mondo. “La gente viene da me e parla di tariffe, e molte persone mi chiedono se possono avere delle eccezioni. E una volta che lo fai per uno, devi farlo per tutti”, ha detto
Trump. “La parola flessibilità è una parola importante. A volte c’è flessibilità, quindi ci sarà flessibilità”.
“Penso che abbiamo i contorni di un accordo” per l’Ucraina. E’ la convinzione espressa da Donald Trump, tornando a spiegare le “due ragioni” per cui si sta impegnando. “Migliaia di persone vengono uccise ogni settimana e gli Stati Uniti hanno pagato, a causa di Biden, 350 miliardi per una guerra che non sarebbe mai dovuta scoppiare”.
“La Nato è forte e solida, ma i partner ci devono trattare in modo equo, perché senza di noi non sarebbe la stessa” ha detto il president americano. Che parla anche della Cina. ‘Non voglio che gli altri vedano, nessuno veda una potenziale guerra con la Cina. Non vogliamo avere una potenziale guerra con la Cina, ma posso dirvi che se dovesse accadere, siamo molto ben attrezzati per gestirla”, ha detto Donald Trump anche in un riferimento alle notizie che Elon Musk avrebbe potuto vedere al Pentagono un piano segreto sulla Cina, dal momento che ha interessi nel Paese. “Elon ha affari in Cina, e sarebbe sensibile, forse, ma questa è una fake news”, ha aggiunto il presidente.

Donald Trump mantiene fede a una delle promesse fatte in campagna elettorale e firma l’ordine esecutivo per smantellare il dipartimento dell’Istruzione. Per l’occasione è stata allestita alla Casa Bianca una classe, con i bnachi di scuola, e Trump si è seduto con gli studenti in uno di questi banchi. “Il controllo dell’istruzione da parte del governo federale ha deluso studenti, genitori e insegnanti. Dal 1979 sono stati spesi oltre tremila miliardi di dollari senza miglioramenti significativi nei risultati degli studenti, basandosi sui punteggi dei test standardizzati,”, ha dichiarato il Presidente Usa.