L’assemblea dei soci di Monte dei Paschi di Siena ha sancito un clamoroso cambio della guardia. Luigi Lovaglio, l’ex Amministratore Delegato protagonista del risanamento dell’istituto, torna alla guida della banca senese. La sua lista, presentata da Plt Holding (famiglia Tortora), ha sconfitto quella proposta dal CdA uscente in una sfida che ha visto i grandi poteri finanziari italiani riposizionarsi sul futuro di Rocca Salimbeni.
I NUMERI DEL VINCITORE
Con la partecipazione del 64% del capitale, l’esito del voto è stato netto:
- Lista Plt Holding (Lovaglio): ha ottenuto il 49,95% dei voti dei presenti.
- Lista del CdA: si è fermata al 38,79%.
- Assenze pesanti: Il MEF (4,8%) non ha partecipato alla riunione, mentre Edizione (famiglia Benetton) si è astenuta.
I VOTI DECISIVI: L’ASSE DELFIN-BPM
A determinare il ritorno di Lovaglio è stato l’appoggio di soci di peso che hanno spostato gli equilibri:
- Delfin (17,5%): La holding della famiglia Del Vecchio è stata il vero “kingmaker” dell’operazione.
- Banco BPM (3,7%): Anche l’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha scelto di puntare su Lovaglio.
- Il Mercato: Fondi internazionali come Blackrock e Norges hanno garantito al banchiere un consenso complessivo pari al 32,5% del capitale totale.
- Il fronte sconfitto: La lista del CdA contava sull’appoggio dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone (13,5%), che non è bastato a confermare i vertici uscenti.
IL NUOVO BOARD
Oltre a Lovaglio, che riprende le redini operative, il nuovo Consiglio di Amministrazione vede l’ingresso di figure di alto profilo:
- Presidente: Cesare Bisoni (indicato da Plt Holding).
- Consiglieri: Tra i nomi spiccano Corrado Passera, Fabrizio Palermo, l’uscente Nicola Maione, Flavia Mazzarella e Carlo Vivaldi.
LE PRIME PAROLE DI LOVAGLIO
Subito dopo l’assemblea, Lovaglio ha espresso gratitudine alla famiglia Tortora e agli azionisti, smentendo ogni desiderio di rivalsa personale: “Non mi muove alcun senso di rivincita, ma solo il desiderio di implementare un progetto innovativo che crei valore. Abbiamo un CdA molto qualificato e non vedo l’ora di ricominciare.”
Il ritorno di Lovaglio, sostenuto da Delfin e BPM, riapre il dossier del risanamento e delle possibili aggregazioni. Lovaglio è l’uomo che ha gestito l’ultimo aumento di capitale e la complessa partita su Mediobanca; il suo ritorno suggerisce che i soci forti vogliano un’accelerazione sulla creazione di un “terzo polo” bancario o una maggiore valorizzazione della banca in vista della definitiva uscita dello Stato (il cui silenzio in assemblea è apparso come un segnale di “non ostilità” verso il ribaltone).