L’Unione Europea ha dichiarato guerra al gas russo. Con l’adozione del 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia, la Commissione europea ha annunciato l’intenzione di proibire l’importazione di gas naturale liquefatto (GNL) nei mercati europei. “È giunto il momento di chiudere i rubinetti del gas dalla Russia”, ha dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sottolineando che “le minacce all’UE stanno crescendo”.
La decisione arriva dopo recenti violazioni dello spazio aereo di Polonia e Romania da parte di droni, un segnale, secondo von der Leyen, che Mosca “non è interessata alla pace”. La presidente ha inoltre ribadito che le sanzioni già in vigore stanno avendo un effetto tangibile, portando “l’economia di guerra surriscaldata della Russia a raggiungere i suoi limiti”.
Il nuovo pacchetto di sanzioni, che dovrà essere approvato all’unanimità dai Paesi membri, si concentra su diversi aspetti chiave per minare le entrate e le capacità logistiche della Russia.
- Energia: Oltre al divieto di GNL, si prevede un’accelerazione dello stop all’importazione per l’inizio del 2027.
Vengono inoltre imposte restrizioni totali alle transazioni per Rosneft e Gazpromneft, due colossi petroliferi statali russi. Il tetto massimo del prezzo del petrolio greggio russo è stato ulteriormente abbassato a 47,6 dollari al barile. La Commissione ha anche specificato che perseguirà chiunque, incluse raffinerie e operatori petroliferi in Paesi terzi come la Cina, aggiri le sanzioni sul petrolio.
- Finanza: Nuove restrizioni colpiranno banche russe e di Paesi terzi legate a sistemi di pagamento alternativi russi. Per la prima volta, le sanzioni si estenderanno anche alle piattaforme di criptovalute, vietando le transazioni in criptovaluta. L’obiettivo è chiudere le “scappatoie finanziarie” utilizzate per eludere le misure punitive.
- Commercio e Logistica: Il pacchetto prevede il congelamento degli asset di diverse altre società russe. Saranno sanzionate 118 navi che fanno parte della “flotta ombra”, un gruppo di imbarcazioni che aiuta la Russia a eludere le sanzioni sul petrolio. Con questa mossa, il numero totale di navi sanzionate dall’UE sale a oltre 560. Nuove restrizioni verranno imposte anche sull’esportazione di beni e tecnologie a duplice uso, con un elenco di 45 aziende in Russia e in Paesi terzi che hanno fornito supporto al complesso militare-industriale russo.
Secondo von der Leyen, le sanzioni stanno già avendo un impatto significativo sull’economia russa. “Il tasso di interesse è al 17%, l’inflazione è costantemente elevata, l’accesso della Russia ai finanziamenti e alle entrate è in costante calo”, ha affermato. La presidente ha ribadito che le sanzioni continueranno finché la Russia non si siederà al tavolo dei negoziati per una “pace giusta e duratura” con l’Ucraina.
Infine, la Commissione sta lavorando a una proposta per l’utilizzo dei beni russi congelati. L’idea è di usare i proventi derivanti dai saldi di cassa di questi asset per fornire un prestito all’Ucraina destinato alle riparazioni di guerra. “L’Ucraina rimborserà il prestito solo dopo che la Russia avrà pagato le riparazioni di guerra”, ha specificato von der Leyen. La proposta, che non intacca gli asset stessi, è tuttavia stata accolta con cautela dalla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che ha sollevato preoccupazioni riguardo al rispetto delle leggi internazionali e alla stabilità finanziaria.