Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha lanciato un forte appello alla Magistratura per evitare che il prossimo referendum sulla giustizia si trasformi in una “violenta contrapposizione politica tra la magistratura e la politica stessa.”
In occasione del Forum annuale della Fondazione Iniziativa Europa, Nordio ha espresso preoccupazione per il rischio che i magistrati si “aggreghino a una parte politica per battersi contro il governo.”
Il Ministro ha sottolineato che un tale scontro sarebbe pericoloso per la magistratura stessa, per due motivi principali: Perdita di Imparzialità: In questo modo, la magistratura perderebbe l’aura di imparzialità e indipendenza che deve mantenere. Sconfitta Politica: Se il referendum venisse approvato dai cittadini con un “sì”, si tratterebbe di una “sconfitta politica della magistratura“, con conseguenze negative.
Nordio ha invitato i magistrati a mantenere il dibattito sui binari tecnico-giuridici, indipendentemente dal fatto che la riforma proposta non sia di loro gradimento. Riguardo alla possibile data del referendum, il Ministro ha indicato la “prima metà di marzo”. Obiettivo Voto: Nordio si è detto fiducioso, affermando che la maggioranza degli italiani sarà favorevole al “sì” se verrà spiegato bene il significato della riforma, smentendo che sia “punitiva” o che rievochi i programmi eversivi della P2. Il Ministro ha infine messo in guardia dal principale pericolo: che il voto venga snaturato trasformandolo in un plebiscito su “Meloni sì, Meloni no” o “governo sì, governo no”, come accaduto con il referendum di Renzi.