Scontro aperto dopo la maxi-multa a X. Varsavia: “Se ne vada su Marte”.
L’Unione Europea è nel mirino di un attacco incrociato che, dopo l’affondo politico dell’amministrazione Trump, vede ora il miliardario Elon Musk alzare il tiro con una richiesta radicale: “L’Ue dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli paesi” per garantire una migliore rappresentanza dei cittadini.
La dichiarazione dell’ultramiliardario arriva in un clima di aperta ostilità, scatenato da una multa di 120 milioni di euro inflitta da Bruxelles al suo social network X. La reazione della piattaforma non si è fatta attendere: X ha prontamente cancellato l’account pubblicitario della Commissione europea, trasformando la controversia regolamentare in uno scontro istituzionale.
La presa di posizione di Musk ha suscitato reazioni veementi. Il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, ha liquidato l’affermazione con un tagliente invito: “Musk se ne vada su Marte”, alludendo alle ambizioni spaziali del magnate.
Da Bruxelles è arrivata una replica ferma e secca. Un portavoce della Commissione ha respinto le critiche, sottolineando l’autonomia decisionale del blocco: “Quando si tratta di decisioni che riguardano l’Unione europea, queste vengono prese dall’Unione europea, per l’Unione europea, comprese quelle che riguardano la nostra autonomia normativa, la tutela della libertà di espressione e l’ordine internazionale fondato sulle regole”. La Commissione ha inoltre ribadito che gli “alleati sono più forti insieme” e non in contrapposizione.
Le dichiarazioni di Musk si inseriscono perfettamente nel solco della nuova National Security Strategy statunitense, voluta da Donald Trump. Il documento della Casa Bianca ha gettato un’ombra sull’Europa, dichiarando l’intenzione di “coltivare la resistenza all’attuale traiettoria dell’Europa all’interno delle nazioni europee” e lodando la “crescente influenza dei partiti patriottici europei”.
Musk, pur non ricoprendo ruoli ufficiali, rimane una voce estremamente influente, anche per il suo palese appoggio a partiti di estrema destra come l’Afd tedesco e per il ruolo strategico della sua azienda Starlink. Il magnate ha spesso criticato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, definendola “non eletta” e accusandola di politiche contrarie alla libertà di parola.
L’analisi americana, supportata da figure come l’ex vicesegretario di Stato Christopher Landau, bolla l’agenda europea come “contraria agli interessi americani” e la burocrazia di Bruxelles come “non eletta, antidemocratica e non rappresentativa”, definendo le politiche europee un “suicidio di civiltà”.
Il Wall Street Journal ha evidenziato il radicale cambio di rotta nella politica estera americana, che ora sembra dettata più dai profitti che dall’esportazione della democrazia, arrivando a “capovolgere la storia definendo l’Europa – e non la Russia – il cattivo”.