Un’Europa forte, capace di difendersi da sola e di commerciare alle proprie condizioni. In un’ampia intervista rilasciata a Il Foglio in occasione del trentennale della testata, la premier Giorgia Meloni traccia la rotta geopolitica del Governo, rivendicando i successi diplomatici a Bruxelles e attaccando la sinistra sui temi della sicurezza e della difesa.
Mercosur e Commercio: “Libero solo se equo”
Il primo punto fermo della premier riguarda l’accordo tra UE e Mercosur. Meloni rivendica per l’Italia un “ruolo determinante” nel definire un’intesa che non fosse una resa ai mercati esteri, ma un vantaggio reciproco. “Il commercio può essere libero solo se è anche equo”, ha spiegato, criticando una globalizzazione che per anni ha penalizzato le imprese europee a causa di regole asimmetriche. La strategia per il futuro? Nearshoring e friendshoring: riportare le produzioni in Paesi vicini o alleati, riducendo le dipendenze strategiche e tagliando la “burocrazia assurda” di Bruxelles.
Difesa: “L’Europa smetta di essere infantile”
Il tema della sicurezza è quello su cui la premier calca più la mano. Meloni auspica una NATO fondata su due colonne di pari dignità: quella nordamericana e quella europea. “Un’Europa in grado di difendersi da sola è un’Europa che può determinare il proprio destino”, ha dichiarato, sottolineando che non si può continuare a delegare la propria sicurezza agli Stati Uniti pur pretendendo di restare nazioni sovrane.
La Presidente ha poi lanciato un affondo contro l’opposizione: “È un paradosso che la sinistra polemizzi per la presenza di forze di sicurezza USA alle Olimpiadi e poi chieda a Washington di continuare a occuparsi della nostra difesa. Le spese militari sono necessarie; nascondere la testa sotto la sabbia è esiziale per la democrazia”.
Ucraina e Sovranità
Sulla crisi a Kiev, la posizione resta ferma: difendere la libertà dell’Ucraina significa difendere la libertà dell’Occidente. Meloni ha confermato che l’Italia continuerà a fornire supporto, non solo militare ma anche energetico, per contrastare il tentativo russo di “piegare il popolo ucraino con il buio e il gelo”.
L’obiettivo finale, conclude la premier, è un continente che non debba più scegliere a chi “consegnarsi”, ma che sappia dialogare con tutti senza complessi di inferiorità: “L’Europa deve ambire a essere una potenza forte e autonoma, senza atteggiamenti infantili”.