Il Governo punta allo scorporo della tassa ETS per tagliare i costi del 15%. La Commissione UE frena: «Valuteremo». Intanto esplode la protesta degli agricoltori sulle bioenergie
Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Bollette si prepara allo scoglio più difficile: il via libera della Commissione Europea. La misura cardine del provvedimento – lo scorporo della tassa sulle emissioni (ETS) dal costo del gas per la produzione elettrica – è finita sotto la lente dei tecnici di Bruxelles, che potrebbero bollarla come “aiuto di Stato” o distorsione del mercato unico.
La trattativa diplomatica
Il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che nel secondo quadrimestre del 2026 partirà una trattativa serrata per riformare il meccanismo ETS. L’obiettivo è ambizioso: abbattere il prezzo all’ingrosso dell’elettricità per il sistema produttivo in una forchetta compresa tra il 10% e il 15%.
«Il tema è già sul tavolo di Ursula von der Leyen», ha assicurato Pichetto, sottolineando come la riforma strutturale della “tassa carbonica” sia l’unica via per una politica industriale competitiva.
Agricoltura in rivolta per le bioenergie
Se Confindustria e i sindacati (Cisl e Uil) promuovono il decreto, il mondo agricolo è sul piede di guerra. La pietra dello scandalo è il taglio agli incentivi per le bioenergie (bioliquidi, biogas e biomasse).
- Copagri lancia l’allarme: 800 impianti di biogas sono a rischio chiusura per insostenibilità economica.
- Confagricoltura rincara la dose: «Oggi il 10% dell’energia nazionale arriva dai campi. Senza incentivi, entro il 2030 questa quota sparirà».
Pichetto Fratin ha promesso una «verifica tecnica sui numeri», ma per ora le associazioni di categoria confermano lo stato di agitazione.
Il fronte delle imprese e dei consumatori
Nonostante i nodi tecnici, il mondo produttivo respira. Confartigianato stima risparmi tangibili per i piccoli laboratori: circa 500 euro annui sulla luce e 200 euro sul gas. Anche Emanuele Orsini (Confindustria) valuta positivamente il segnale dato dal Governo, pur ribadendo che la vera partita per la sopravvivenza manifatturiera si gioca tutta sulla riduzione della pressione fiscale energetica a Bruxelles.
Dall’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha riconosciuto alcuni spunti positivi (come i contratti a lungo termine), ma chiede che il Governo prenda in considerazione le proposte dem sugli incentivi per evitare che la transizione energetica pesi eccessivamente sulle filiere produttive.