Lo schiaffo dei giudici: «Illegittimi i poteri di emergenza». Il Tycoon reagisce con un nuovo ordine esecutivo e attacca i “traditori” della Corte: «Vergonatevi»
È uno scontro senza precedenti tra i poteri dello Stato quello che si sta consumando nelle ultime ore a Washington. A poche ore dalla storica sentenza della Corte Suprema che ha bocciato il massiccio regime tariffario imposto la scorsa estate, Donald Trump ha risposto con un nuovo “blitz” dallo Studio Ovale: la firma di un ordine esecutivo per nuovi dazi globali del 10% su tutte le importazioni, in vigore dal prossimo 24 febbraio.
La bocciatura della Corte Suprema
Con un verdetto di 6 voti a 3, l’Alta Corte ha stabilito che il Presidente non aveva l’autorità legale per imporre i dazi utilizzando l’International Emergency Economic Powers Act del 1977, una normativa pensata per situazioni di crisi nazionale. I giudici hanno chiarito che il deficit commerciale e l’afflusso di droga non costituiscono “emergenze” tali da giustificare l’aggiramento del potere del Congresso in materia di tariffe.
Il colpo è durissimo per la Casa Bianca: vengono messi in discussione circa 134 miliardi di dollari già riscossi. I governatori democratici, come Jay Robert Pritzker (Illinois) e Gavin Newsom (California), hanno già inviato “fatture” miliardarie alla Casa Bianca chiedendo rimborsi immediati per le famiglie danneggiate dal rincaro dei prezzi.
La furia di Trump e l’attacco ai “suoi” giudici
Non si è fatta attendere la reazione rabbiosa del Tycoon, affidata ai social. Trump ha definito «ridicola e vergognosa» la sentenza, scagliandosi in particolare contro i giudici conservatori da lui stesso nominati, Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, rei di aver votato con l’ala liberale. «I democratici non votano mai contro se stessi, i repubblicani sì», ha tuonato il Presidente, accusando i magistrati di aver permesso a Paesi stranieri di continuare a «derubare» l’America.
La contromossa: la Sezione 122
Per aggirare lo stop legale, Trump ha sfoderato una nuova arma: la Sezione 122 del Trade Act del 1974, una legge mai attuata prima che permette al Presidente di imporre dazi temporanei per 150 giorni in caso di gravi deficit della bilancia dei pagamenti.
- Durata: 150 giorni (poi servirà il voto del Congresso).
- Esenzioni: Farmaci, alcuni minerali critici e prodotti agricoli specifici (arance e carne).
- Alleati: Per Paesi come UE e Giappone, che avevano accordi al 15%, la tariffa scenderà temporaneamente al 10%, in attesa di ulteriori chiarimenti.
Mercati in fibrillazione
L’incertezza ha scosso immediatamente i mercati. Il dollaro è arretrato bruscamente dopo la sentenza, interrompendo una serie positiva che durava da quattro giorni. Wall Street ha invece chiuso in rialzo (Nasdaq +0,90%), scommettendo su una lunga battaglia legale sui rimborsi: gli esperti prevedono contenziosi che potrebbero durare oltre cinque anni per decidere se e come lo Stato dovrà restituire i quasi 200 miliardi riscossi finora.
Con le elezioni di midterm alle porte, la “guerra dei dazi” diventa il terreno di scontro principale tra chi vede nella difesa della produzione nazionale la priorità e chi teme un isolazionismo economico dai costi insostenibili per le tasche degli americani.