La tensione tra Roma e Tel Aviv raggiunge il livello di guardia. Una missione diplomatica del Ministro degli Esteri Antonio Tajani a Beirut si è trasformata in un caso internazionale dopo che un post del vicepremier italiano ha scatenato l’ira del governo di Benjamin Netanyahu.
In visita al Presidente libanese Joseph Aoun, Tajani ha usato parole durissime su X per condannare le operazioni dell’esercito israeliano (IDF) che, dal 2 marzo, hanno causato oltre 2.000 morti in Libano: “Gli attacchi di Israele contro la popolazione civile sono inaccettabili. L’Italia esprime solidarietà al Libano, Paese fratello che abbiamo nel cuore.”
La reazione di Israele è stata immediata: il Ministero degli Esteri di Gerusalemme ha convocato per protesta l’ambasciatore italiano Luca Ferrari. Si tratta di una mossa speculare a quella compiuta la scorsa settimana dalla Farnesina, quando l’ambasciatore israeliano Peled era stato convocato dopo che colpi dell’IDF avevano centrato mezzi dei peacekeeper italiani.
LA MISSIONE DI TAJANI: TRA DIALOGO E SICUREZZA UNIFIL
Nonostante lo scontro, Tajani ha ribadito il ruolo dell’Italia come mediatore, offrendo ufficialmente di ospitare futuri negoziati di pace. Gli obiettivi della missione italiana sono chiari: Continuare l’addestramento dei militari locali per restituire allo Stato il controllo del sud, attualmente conteso tra l’occupazione israeliana e la milizia di Hezbollah.
ajani ha annunciato che contatterà le autorità iraniane per sollecitare lo stop al lancio di missili da parte di Hezbollah contro il nord di Israele.
In un video-collegamento con il contingente Unifil, il ministro ha espresso la gratitudine del Paese: “I soldati italiani non si toccano. Siamo fieri di voi”.
SULLO SFONDO: L’ULTIMATUM DI TRUMP
La crisi diplomatica scoppia proprio alla vigilia dei primi colloqui diretti tra Israele e Libano previsti a Washington, voluti fortemente da Donald Trump. Nonostante l’imminenza del tavolo negoziale, Netanyahu ha avvertito che la tregua con l’Iran potrebbe finire da un momento all’altro, mentre l’IDF intensifica l’offensiva a Bint Jbeil, strategica roccaforte di Hezbollah a 5 km dal confine, dove sarebbero stati uccisi oltre 100 miliziani nelle ultime 48 ore.
La posizione italiana, in bilico tra la storica amicizia con Israele e la ferma condanna delle vittime civili libanesi, mette ora alla prova la tenuta della diplomazia europea nel quadrante più infuocato del Medio Oriente.