La frattura diplomatica tra l’amministrazione Trump e il governo italiano si trasforma in un solco profondo. Nelle ultime ore, il Presidente statunitense e il suo vice, JD Vance, hanno sferrato nuovi attacchi coordinati che colpiscono sia la linea politica di Palazzo Chigi sia l’autorità morale del Vaticano, utilizzando argomenti che spaziano dal petrolio alla teologia.
Intervenendo al programma Mornings with Maria su Fox News, Donald Trump ha ufficializzato il declassamento del rapporto con l’Italia. Alla domanda se il legame con Giorgia Meloni fosse lo stesso di un anno fa, Trump è stato tranchant: “No. Lei è stata negativa. Non abbiamo più lo stesso rapporto con chiunque si sia rifiutato di aiutarci con l’Iran”.
Il tycoon ha ricordato in modo minaccioso la dipendenza energetica italiana: “L’Italia riceve molto petrolio attraverso lo stretto di Hormuz…”, suggerendo che la neutralità di Roma avrà un prezzo altissimo ora che il blocco navale statunitense è totale.
Sul suo social network, Truth, il Presidente americano ha ripubblicato un’immagine che lo ritrae in un momento di intimità spirituale con il Messia: Trump appare con la testa appoggiata a quella di Gesù, che lo abbraccia protettivo. Sullo sfondo, una bandiera statunitense sfuma in una luce celestiale. “Ai folli della sinistra radicale potrebbe non piacere, ma io penso che sia piuttosto carino!”, ha scritto sprezzante.
Il post originale, proveniente dall’account ‘Irish for Trump’, conteneva una didascalia ancora più estrema: “Non mi sorprende che con tutti questi mostri satanici, assassini di bambini, Dio si giochi la carta Trump”.
Parallelamente all’auto-esaltazione religiosa, Trump ha messo nel mirino per la terza volta consecutiva il Pontefice americano, reo di aver invocato la pace con l’Iran: “Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile?”
Mentre il Papa da Annaba (l’antica Ippona) ribadiva che “Dio non sta con i prepotenti”, il vicepresidente JD Vance ha risposto dall’Università della Georgia con un attacco teologico senza precedenti: Vance ha contestato l’affermazione di Leone XIV secondo cui il discepolo di Cristo non sta mai con chi lancia bombe. “Dio era dalla parte degli americani che liberavano i campi dell’Olocausto dai nazisti? Certamente sì”, ha tuonato Vance, invitando il Papa a “stare attento quando parla di teologia”.
La disputa è anche dottrinale. Se il Papa (agostiniano) invoca la “Guerra Giusta” solo come estrema necessità di pace, Vance (che ha scelto Agostino come patrono della sua conversione) usa il santo per giustificare l’America First: “Dobbiamo amare prima la nostra famiglia, poi la nostra comunità, poi il Paese e infine il resto del mondo”. Una visione gerarchica dell’amore già bollata come errata dal Papa quando era ancora Cardinale.
Durante l’evento, un attivista ha interrotto Vance urlando: “Gesù Cristo non sostiene il genocidio”, segno di una base elettorale religiosa profondamente spaccata.