Il capo dello Stato Mattarella ha avviato le consultazioni con le alte cariche dello Stato. Fino a sabato ascoltera’ tutti i gruppi parlamentari e vuole chiudere in fretta. Contro un nuovo governo Forza Italia e M5s: ‘non serve un governo per fare una legge elettorale’, ha detto Di Maio, ‘si faccia con Renzi dimissionario’. Piace invece alla minoranza Pd l’ipotesi di un nuovo esecutivo a guida Dem. Ma Franceschini stronca i retroscena: sto col segretario. Grillo: siamo uniti, senza correnti. Schifani propone un esecutivo sostenuto dalle stesse forze politiche che hanno sostenuto il governo uscente. Si affaccia l’ipotesi di usare, per il Senato, il Consultellum, frutto della sentenza che boccio’ il Porcellum.
Ufficialmente tacciono tutti: silenzio del presidente del Senato Pietro Grasso, discrezione del presidente della Camera Laura Boldrini, mutismo da parte del presidente emerito Giorgio Napolitano. Scivolano via cosi’ tre appuntamenti istituzionali e la prima giornata delle consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. La prima crisi che e’ chiamato a gestire Sergio Mattarella, uomo notoriamente poco amante delle mosse eclatanti. Anche oggi il capo dello Stato sceglie i toni sommessi, anzi ascolta e prende appunti di fronte alle altre due massime cariche istituzionali e a un uomo che di crisi di governo complicate se ne intende. Questa la cifra di questa fase: niente fughe in avanti, ascolto e poi ancora ascolto. Non a caso le delegazioni che domani saliranno al Colle sono ben 16, un unicum forse nella stessa storia pluridecennale della Repubblica. Nemmeno prima del 1992 se ne erano viste cosi’ numerose, e il dato non e’ solo di colore. E’ come se si volesse dare ascolto a tutti, ma proprio tutti, i segmenti della politica e, di riflesso, della societa’.
La crisi non e’ delle piu’ facili, le opzioni sono tutte aperte se non altro perche’ si e’ ancora all’inizio del cammino. Fin dalla mattinata si avanzano sulla stampa le ipotesi piu’ disparate: incarico esplorativo, secondo giro di consultazioni e altro. Non a caso al Quirinale non trova conferma niente di tutto questo, per il semplice fatto che siamo ancora al primo giorno, e ci si aspetta che maturino con le ore e le riflessioni del domani sintesi e idee, o proposte, in tutti i protagonisti di questa fase. I principali verranno ricevuti non a caso sabato, dando loro il tempo per una riflessione la piu’ serena possibile. Ma non bisogna sottovalutare neanche incontri delle prossime 24 ore. Qualcuno ha sorriso, nel vedere certe sigle finora oggettivamente sconosciute, ma la scelta di ascoltare tutti uno per uno ha una sua ragione ben precisa. Anche il consenso del singolo e’ importante in questa fase, e non solo per motivi di semplice matematica. Quando bisogna affrontare una crisi, e questa lo e’ davvero, e’ obbligatorio cercare il consenso piu’ ampio possibile. E’ anche un segno dei tempi, soprattutto se si confronta il programma di queste consultazioni con quello delle consultazioni precedenti. Saggiamente, il Quirinale ha messo tutti i precedenti dai tempi di Ciampi in poi. Ma e’ forse guardando all’opera di Scalfaro che si capisce la diversa natura assunta in questi giorni dallo spirito dei tempi. Nel 1994 l’allora presidente della Repubblica, pur di fronte ad un Parlamento con molti gruppi parlamentari, semplifico’ il calendario per sottolineare l’avvenuta nascita del bipolarismo. Che oggi Mattarella compia la scelta opposta non e’ tanto un prendere le distanze da Scalfaro quanto, piuttosto, un prendere atto che le cose sono molto diverse da una volta.