A pochi giorni dalla sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum ancora tante le ipotesi sul tappeto. Tra chi vuole il voto subito e chi e’ pronto ad alzare le barricate. Il nodo da sciogliere e’ nella legge elettorale che renda omogenei i sistemi elettorali tra Camera e Senato. Bocciata da Pisapia e Alfano l’ipotesi circolata su un listone unico con il Pd e Alfano. ‘Un incubo’ per l’ex sindaco di Milano, ‘zero assoluto’ per il ministro degli Esteri.
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“La prossima settimana – spiega il presidente dem Orfini – proporremo a tutte le forze parlamentari incontri per verificare disponibilità a cambiamenti, a partire dal Mattarellum. Qualora vi fosse una convergenza, o emergesse un’ipotesi alternativa che ci trovasse d’accordo, si potrebbe andare a una discussione parlamentare su un accordo condiviso, applicabile in tempi brevi, e votare a giugno”. Se l’accordo non ci dovesse essere, “si può votare subito con questa legge”.In caso di voto con l’attuale legge, un listone unico PD-Alfano-Pisapia “sarebbe l’errore più grave da commettere, che annacquerebbe la vocazione maggioritaria in una lista cartello. La forza del PD è di andare col suo progetto e su quello ottenere un consenso ampio”, osserva Orfini. E sul rischio di larghe intese con Berlusconi dopo il voto, “non c’è nesso tra proporzionale corretto e larghe intese. Ce la giochiamo con la vocazione maggioritaria e puntiamo al 40%”, conclude.
“No: zero assoluto. Io non soffro di incubi. Se ne ho avuto qualcuno, e’ stato migliore o peggiore ma non uguale a questo”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri e leader Ap Angelino Alfano rispondendo ad Antonio Polito che gira all’ex titolare del Viminale la stessa domanda rivolta a GiulianoPisapia: “Ma lei ci starebbe in un listone unico con Renzi e Pisapia (il quale dice che per lui sarebbe un incubo?)”.
Il leader del Carroccio difende l’unica data possibile, secondo il suo punto di vista, da scegliere nel mese di aprile, proposta che raccoglie pochi consensi se non quelli del partito di Giorgia Meloni. Insomma, il leghista vuole andare alle urne con il Consultellum 2, il Movimento 5 Stelle preferirebbe apportare qualche “veloce modifica” in Senato, Forza Italia invece preferisce attendere le motivazioni della Consulta e poi procedere con la massima condivisione a una legge elettorale partorita dal Parlamento.