Mentre l’inflazione generale sembra rallentare, il carrello della spesa continua a pesare come un macigno sui bilanci delle famiglie italiane. L’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha ufficialmente aperto un’indagine conoscitiva sulla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) per fare luce su una dinamica che appare ormai ingiustificata: la netta divaricazione tra il costo della vita e il prezzo dei beni alimentari.
Secondo i dati elaborati su base Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari sono balzati del 24,9%. Si tratta di una crescita quasi doppia rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo, fermo al 17,3%.
Secondo il Codacons, questo squilibrio si traduce in un esborso extra di 1.404 euro all’anno per una famiglia media, cifra che schizza a 1.915 euro per i nuclei con due figli. L’associazione denuncia una forma di speculazione: nonostante la fine delle emergenze energetiche e del conflitto in Ucraina, i listini non sono tornati ai livelli pre-crisi, continuando anzi a salire.
L’Antitrust intende esplorare i meccanismi che regolano la filiera agroalimentare, dove lo squilibrio tra produttori e distributori appare sempre più marcato. Si verificherà se le grandi catene esercitino una pressione eccessiva sui fornitori, comprimendo i margini dei produttori agricoli che denunciano remunerazioni inadeguate.
L’Autorità analizzerà i costi “nascosti” richiesti ai fornitori per apparire sugli scaffali, per le promozioni o per il lancio di nuovi prodotti. Sarà valutato il ruolo delle “marche del distributore”, che rappresentano una leva strategica fondamentale nella competizione tra le catene ma che influenzano direttamente la formazione dei prezzi finali. L’indagine approfondirà il funzionamento delle cooperative e delle “supercentrali” che aggregano gli acquisti, modificando gli equilibri di mercato.
L’Antitrust ha evidenziato come lo snodo cruciale sia la fase di scambio tra fornitore e distributore finale. È in questo passaggio che si decide non solo quanto guadagna l’agricoltore, ma anche quanto pagherà il consumatore alla cassa.
L’Autorità ha avviato una consultazione pubblica. Tutti i soggetti interessati, dai produttori alle associazioni dei consumatori, avranno tempo fino al 31 gennaio per inviare contributi e osservazioni che possano aiutare a far luce sulle possibili anomalie del mercato.
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