Le forze del centrodestra continuano a lavorare ai difficili incastri delle candidature. “Le liste le devo fare. Non le ho ancora chiuse, e devo fare un bel puzzle, ma entro domani chiudiamo”, ha spiegato il leader della Lega, Matteo Salvini, uscendo da un evento sulla famiglia a Roma. Per quanto riguarda invece Forza Italia, il tavolo sulle liste si è spostato da Villa San Martino ad Arcore a Palazzo Grazioli, nella capitale. Lo stato maggiore azzurro si è riunito con Silvio Berlusconi nella sua residenza romana. Secondo quanto si apprende, l’ok definitivo arriverà entro domani.
ANCORA SCINTILLE SULLE PENSIONI. Intanto, il leghista e l’ex Cav continuano a professare due linee diverse per quanto riguarda le pensioni. In un’intervista al ‘Sole 24 Ore’, Berlusconi fa sapere che anticipare l’accesso alla pensione rispetto a 67 anni sarà possibile “solo in alcuni casi, individuati con equità, e per un periodo di tempo limitato”. Questo, ha spiegato il leader di Forza Italia, “non stravolgerebbe i conti dell’Inps e non avrebbe naturalmente i gravi effetti sui conti previdenziali che si determinerebbero se invece si abbassasse l’età di accesso alla pensione per sempre e per tutti”.
ROTONDI RINUNCIA. “La mia rinunzia alla candidatura da capolista offertami dagli amici di Forza Italia non e’ stato un gesto polemico, ma un contributo in una fase concitata”. Lo scrive in una nota il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. “Ancora ieri ho ringraziato pubblicamente Brunetta, Ghedini e gli altri – ha spiegato – Adesso pensiamo a far vincere Forza Italia con la passione di sempre: non si e’ berlusconiani solo quando Silvio ci porta in Parlamento o al governo”.
PATTI CHIARI, AMICIZIA LUNGA. Salvini ha respinto al mittente la posizione di Berlusconi, considerata assolutamente troppo morbida. Il programma del centrodestra, “lo abbiamo firmato tutti assieme, e i patti si mantengono – ha detto il leghista – la prima legge che il governo Salvini cancellerà è la legge Fornero, su questo non c’è discussione aperta possibile”. Più sfumata la terza alleata della coalizione, Giorgia Meloni di Fdi, la quale spiega che nel programma c’è scritto che si devono eliminare le “storture” della legge Fornero. Per Meloni, “l’età pensionabile non può essere adeguata automaticamente”.
PARISI ‘ROMANO DE ROMA’. Se si aspettano le liste ufficiali per le politiche, grattacapi continuano ad arrivare sulle Regionali, ed in particolare per il Lazio, dove il centrodestra ha schierato Stefano Parisi, ma rischia di avere meno voti per la candidatura del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Giorgia Meloni di FdI difende la candidatura di Parisi: “Se non era in regola non lo mettevamo in campo”. Parisi è un “romano de Roma”, sottolinea Meloni, parlando di “un manager molto competente”. E Pirozzi? “Se non appoggia Parisi, che fa parte del campo di centrodestra, allora Pirozzi non è nel centrodestra”, risponde l’ex ministra per la Gioventù.
L’APPELLO ALL’UNITA’ IN LAZIO. Lo stesso Parisi ha ammesso di “partire svantaggiato”, perché “si è perso tempo nell’avviare la scelta”. Vincere in Lazio, per Parisi, “è possibile soltanto se siamo uniti: a Pirozzi dico che chi ha a cuore il governo e il futuro di questa Regione deve convenire che solo un centrodestra unico può vincere”. “Spero che Pirozzi ascolti questo mio appello – ha sottolineato il manager -. Io ho già unito il centrodestra a Milano. Spero che Pirozzi sia un alleato: la sua esperienza e la sua visibilità possono essere una grande opportunità per governare al meglio questa Regione”. “Io penso ancora che sarebbe stato il candidato migliore se avesse unito il centrodestra”, ha detto l’aspirante governatore.