“Le varie anime della sinistra purtroppo non dialogano quanto dovrebbero. Io rispetto le posizioni di tutti ma l’idea che divisi si e’ piu’ forti mi sembra abbastanza surreale”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a margine del convegno alla Lumsa di Roma “Sistemi giuridici e processi economici”. “Credo quindi – ha continuato Orlando – che bisognerebbe fare uno sforzo per evitare che vinca una destra dai tratti talvolta inquietanti e che dovrebbe essere contrastata con l’unita’ di tutte le forze progressiste”.
“Il 5 marzo certo che parliamo con lui e con tutti, ma bisogna cambiar registro, sennò andrà dove lo porta il cuore, se va con la destra io non ci vado, questo è semplice”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, a Rtl 102.5, a proposito del dialogo con Matteo Renzi e il Pd. “Io non ho nessuna chiusura, vengano, stiamo facendo una cosa di sinistra e civica che sarà dentro a un sistema che non è maggioritario, qui non saranno i cittadini a scegliere il governo, sarà il Parlamento, quindi ognuno voterà dove lo porta il cuore -ha aggiunto l’ex segretario del Pd a proposito del lavoro che sta portando avanti Piero Fassino-. Noi facciamo una cosa di sinistra e civica, la facciamo plurale, vogliamo un centro sinistra diverso, che cambi linea, discuteremo in Parlamento e io non chiudo nessuno, vengano, sto dicendo che in questi anni si è creata una rottura profonda”. “Se Bersani va a dire a questa gente che incontra nel bosco: ‘Ragazzi, votate per il Pd oppure per il Pd e qualche cespuglio e qualche lista civetta’ mi dicono ‘Ciao, Bersani!’, perché il centrosinistra da tre anni perde, dove aveva sempre vinto, perde a Genova, a Pistoia, a Sesto San Giovanni. Ci sarà un problema, o no? Questo è quello che dico a Renzi, Fassino e tutti: ‘Ci sarà un problema o continuiamo a far finta di niente?'”, conclude Bersani.
Lei ce l’ha anche sul piano personale con Renzi? Perche’ ad un certo punto sembra che abbiate anche smesso di ascoltarvi. “No, non posso certo dire che e’ la persona con cui andrei a prendere una birra, pero’ questo non vuol dir niente”, dice Pier Luigi Bersani. Noi, spiega, “siamo usciti quando abbiamo visto che non ci veniva data la possibilita’ di discutere di una questione di fondo. Qui si e’ rotto qualcosa perche’ se adesso la destra regressiva incombe e’ perche’ si e’ andata a radicare nei luoghi di sofferenza, del disagio, dei problemi, una forza di sinistra non puo’ star fuori da quei posti li’ e continuare a pensare di stare sulle eccellenze, sulle cose che vanno bene, non possiamo dire che il lavoro va bene perche’ i giovani non pensano questo, non possiamo dire che c’e’ un milione in piu’ di occupato perche’ i giovani non pensano questo. Giustamente, perche’ li chiamano occupati quando fanno 1 ora, fanno stage, tirocini, a 400 euro al mese e poi ciao”.