Porte aperte a Mdp, ma senza abiure sul passato. E, soprattutto, senza interventi per ripristinare l’articolo 18 e senza rinnegare o modificare il jobs act. Semmai, ci si puo’ sedere attorno a un tavolo per un confronto sul futuro, ad esempio su come ampliare la platea dei nuovi assunti a tempo indeterminato. Matteo Renzi si presenta ‘dialogante’ nel salotto di Bruno Vespa, e insiste sulla necessita’ di dar vita a una coalizione di centrosinistra, anche con Mdp, ma certo non a tutti i costi. “Il tempo c’e'” e poi Piero Fassino, incaricato della ‘trattativa’, “e’ piu’ bravo di me, anche a rimettere i cocci a posto”.
E che l’apertura e’ sincera, il segretario Pd prova a dimostrarlo con i fatti, ma guardando anche ad Alternativa popolare di Alfano: “Sto con Ap sul ripristino del bonus bebe’”. Renzi non chiude la porta nemmeno a Campo progressista: “Via il superticket? Io se fossi da solo non lo farei, ma sono pronto a farmi carico delle proposte degli altri se serve ai cittadini”. Quanto al suo futuro, Renzi lancia il guanto di sfida a Silvio Berlusconi: “Io sarei contento che Berlusconi potesse candidarsi perche’ vorrei proporgli di candidarsi contro di me”. Poi, finita la registrazione di Porta a Porta, rilancia: “Lo sfido nel collegio Milano 1”.
Il leader Pd, incalzato dalle domande, non si sottrae a quella sul suo ruolo futuro, e anche in questo caso apre uno spiraglio. E’ pronto a rinunciare a essere sia segretario dem che candidato premier, come recita lo Statuto del partito? “Lo abbiamo gia’ fatto nella sostanza”, e’ la replica. “Una cosa e’ quello che vale per il partito, dove la decisione non e’ mia ma la prendono gli elettori con le primarie, un’altra cosa e’ la coalizione e dal momento che abbiamo aperto alla coalizione e’ chiaro che dobbiamo aprirci alle considerazioni che fa la coalizione”. Anche se poi specifica: “il candidato premier del Pd lo scelgono le primarie poi, dopo, il premier lo sceglie il presidente della Repubblica”.