TILLERSON, L’INCONTRO TRUMP-PUTIN E’ ANCORA IN ESAME
La Cina ribadisce di voler lavorare ‘alla denuclearizzazione’ della penisola coreana: sanzioni Onu e dialogo, ha affermato il presidente Xi Jinping parlando davanti al presidente americano Donald Trump, ‘sono le chiavi per risolvere’ il problema con Pyongyang. Cina e Usa firmano intanto a accordi per 250 miliardi di dollari. ‘La collaborazione e’ l’unica via possibile tra i nostri due paesi’, ha aggiunto Xi. Intanto, il segretario di Stato americano Tillerson ha affermato che un incontro di Trump con il presidente russo Vladimir Putin ‘e’ ancora in esame’. Il punto e’ se ci sara’ ‘sufficiente sostanza’ di cui parlare.
Prove di disgelo a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping che hanno dialogato su Corea del nord e commercio, le grandi spine che avvelenano i rapporti tra le prime due potenze mondiali. Sullo sfondo di un’accoglienza sfarzosa, con una parata militare davanti alla Grande sala del Popolo e otto salve di cannone, il presidenti Usa e il collega cinese hanno convenuto che “la collaborazione e’ l’unica via” sulla crisi con Pyongyang e anche su quello che Trump ha definito come uno squilibrio commerciale “scandalosamente alto” (34,6 miliardi a favore della Cina a settembre). Una prima risposta a questo riguardo e’ arrivata con la firma di 15 accordi per 253 miliardi di dollari in cui sono coinvolti colossi come Goldman Sachs, Boeing e General Motors. “Non voglio incolpare la Cina”, ha premesso Trump sul disavanzo commerciale, attento a non urtare la sensibilita’ di un leader con cui ha trovato un buon feeling personale: “Chi puo’ prendersela con un Paese che trae vantaggio da un altro a beneficio dei propri cittadini?”. “Do grande credito alla Cina”, ha aggiunto il presidente che ha preferito prendersela con le “passate amministrazioni” Usa che hanno permesso un deficit commerciale “fuori controllo”. Ora, ha aggiunto, “dobbiamo lavorare per porre un rimedio, perche’ questa situazione semplicemente non funziona, non e’ sostenibile”. Toni ben diversi da quando nel maggio 2016 aveva accusato la Cina di “stuprare” l’economia Usa. Una prima nota positiva e’ arrivata dagli accordi siglati a margine del summit, tra cui i 37 miliardi di quello tra China Aviation Supplies Holding e il gigante Usa dell’aviazione, Boeing, per una commessa di 300 aeromobili, e un investimento ventennale per progetti di sviluppo di shale gas e nel settore chimico in West Virginia, da parte di China Energy Investment. Sul piano tecnologico Qualcomm, il gigante Usa dei semi-conduttori e della tecnologia per le telecomunicazioni, ha siglato un accordo non vincolante da 12 miliardi di dollari con tre grandi produttori di attrezzature per le telecomunicazioni: Oppo, Vivo e Xiaomi. Sul programma missilistico e nucleare nordcoreano, Trump ha chiesto di “agire presto” perche’ “il tempo si sta rapidamente esaurendo”. Nel secondo giorno di visita di Stato in Cina, il presidente degli Stati Uniti ha smussato i toni rispetto a quelli utilizzati in Giappone e Corea del Sud. “Ritengo davvero che ci sia una soluzione come lo ritieni tu”, ha dichiarato Trump a Xi, nel corso del vertice bilaterale allargato.
Xi ha ribadito l’impegno della Cina per la “denuclearizzazione” di Pyongyang attraverso gli strumenti del “dialogo” e delle sanzioni Onu. “Se tutto va bene, la Cina agira’ piu’ velocemente ed efficacemente su questo problema di chiunque altro”, ha dichiarato Trump che ha anche chiesto l’aiuto della Russia per prevenire una crisi “potenzialmente tragica”. Nella conferenza stampa, in cui non sono state accettate domande, Trump ha poi ribadito alcuni concetti espressi nelle tappe in Giappone e Coreadel Sud, ma senza usare toni eccessivi. “L’intero mondo civilizzato deve essere unito per affrontare la minaccia nord-coreana. Non dobbiamo commettere gli errori del passato e dobbiamo mettere in pratica le risoluzioni dell’Onu” sulla Corea del nord, ha dichiarato il presidente Usa. La cooperazione e’ “unica via percorribile” per il futuro delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, ha detto Xi. Oltreche’ sulla Corea del nord, Cina e Stati Uniti devono collaborare nella regione dell’Asia-Pacifico per “mantenere assieme la prosperita’ della regione”, ha poi aggiunto il presidente cinese, che da domani sara’ in Vietnam per una visita di Stato e per partecipare al vertice Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) di Da Nang, durante il quale interverra’ anche Trump, con un discorso per un “libero e aperto indo-pacifico”, il nome che l’amministrazione da lui guidata ha scelto per il continente asiatico, e che sembra privilegiare le relazioni con altri Paesi della regione (India, Australia e Giappone) a scapito della Cina. Sull’influenza regionale rimangono ancora divergenze tra Cina e Stati Uniti e Xi ha sottolineato, nell’incontro con la stampa, che occorre il “rispetto della sovranita’ e dell’integrita’ territoriale” da parte di entrambi, un velato richiamo ai lavori di ampliamento che la Cina sta compiendo su alcune isole del Mare Cinese Meridionale, contese con altri Paesi della regione, e osservate con attenzione dai satelliti di Washington. Il ruolo della Cina e degli Stati Uniti in Asia sara’, pero’, di scena a partire da domani: oggi continua la “visita di Stato plus” riservata a Trump e alla First Lady Melania, ricevuti per cena da Xi e dalla moglie, Peng Liyuan. Nell’occasione, Trump ha mostrato alla prima coppia cinese un video della nipotina di sei anni Arabella (figlia di Jared Kushner e di Ivanka Trump) che recita antiche poesie in cinese. Il banchetto in onore dei Trump e’ stato l’ultimo appuntamento formale prima che la coppia presidenziale Usa lasciasse la Cina di “re” Xi (definizione di Trump), con cui il presidente Usa ha auspicato per il futuro “relazioni piu’ strette”.