Il Decreto Sicurezza continua a infiammare il dibattito politico italiano, con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ne difende l’efficacia e l’opposizione che ne denuncia una lesione costituzionale. La premier Meloni ha utilizzato i social media per rivendicare i primi successi del provvedimento. “Dicevano che era inutile, sbagliato, persino disumano,” ha scritto Meloni. “E invece, grazie alle nuove norme introdotte dal Decreto Sicurezza, in Italia sono già stati eseguiti i primi sgomberi immediati di immobili occupati abusivamente. Un risultato concreto, reso possibile da procedure che consentono finalmente un intervento veloce e il ripristino rapido della legalità. Avanti così, per tutelare i più deboli e difendere la proprietà privata.” Le dichiarazioni di Meloni fanno riferimento alla possibilità, introdotta dal decreto, di procedere con sgomberi più rapidi in caso di occupazioni abusive.
Nel frattempo, il Governo ha scelto di porre la questione di fiducia sul Decreto Sicurezza alla Camera dei Deputati. L’annuncio è stato fatto in aula dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La mossa, spesso utilizzata per accelerare l’approvazione di un provvedimento e superare ostacoli parlamentari, indica la determinazione dell’esecutivo nel far approvare il testo senza modifiche sostanziali. Una conferenza dei capigruppo è stata convocata per stabilire l’ordine dei lavori.
Dura la reazione dell’opposizione. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha espresso una forte condanna del Decreto Sicurezza, definendolo uno “strappo costituzionale” e una “ferita” per il Parlamento. Illustrando la relazione di minoranza in aula, Magi ha invitato l’Assemblea a respingere il decreto “con nettezza”. “Il decreto-legge Sicurezza costituisce una rottura dell’ordine costituzionale da molti punti di vista e, pertanto, invito l’Assemblea a respingerlo con nettezza. Costituisce un insulto al Parlamento e ai cittadini italiani e produce una lacerazione nel tessuto costituzionale e civico del Paese,” ha dichiarato Magi.
Il segretario di +Europa ha criticato aspramente la tempistica e le modalità di approvazione, mettendo in dubbio la “straordinaria necessità e urgenza” che dovrebbe giustificare un decreto-legge. “Quello che non era affatto urgente nella Conferenza dei capigruppo del Senato il 1° aprile 2025 lo è divenuto improvvisamente il 4 aprile,” ha sottolineato Magi, accusando le alte cariche dello Stato di “insensibilità istituzionale”.
Magi ha concluso la sua relazione sottolineando come le disposizioni del decreto, tutte di natura penale, siano “frutto di un esercizio ideologico puro e semplice, volto a soddisfare le pulsioni securitarie all’impronta del più estremo populismo penale.” La discussione in Parlamento si preannuncia quindi tesa, con il voto di fiducia che determinerà il futuro del controverso provvedimento.