CORSERA, ‘CRESCONO I DUBBI ANCHE SUL SORTEGGIO’
La Corte europea di giustizia ha affidato a un giudice olandese, il vicepresidente del Tribunale Marc van der Woude, il ricorso con cui il Comune di Milano ha chiesto di sospendere il trasferimento dell’Agenzia europea del farmaco da Londra ad Amsterdam. E’ quanto scrive il Corriere della Sera, aggiungendo che il ricorso di Milano contesta anche “per presunte irregolarita’” il procedimento del sorteggio con cui Amsterdam si e’ aggiudicata la sede Ema. Secondo il quotidiano, il sorteggio tra le altre cose “sarebbe avvenuto senza rispettare la pausa di 30 minuti dopo l’ultimo voto con pareggio tra Amsterdam e Milano (impedendo di concordare preventivamente come proseguire)”.
La Corte europea di giustizia di Lussemburgo ha assegnato a un giudice olandese, il vicepresidente del Tribunale, Marc van der Woude, il ricorso presentato dal Comune di Milano con la richiesta di sospensiva urgente dell’assegnazione ad Amsterdam dell’Agenzia europea del farmaco, che dopo la Brexit dovrebbe lasciare Londra a marzo 2019. Ricorso che si aggiunge a quello ordinario e a un altro separato presentato del governo italiano sul futuro dell’Ema. La nazionalità del togato a cui è stato affidato il ricorso, ça va sans dire, non è stata gradita nei palazzi romani, e non solo, nonostante le rassicurazioni di Bruxelles sull’imparzialità dei giudici, tanto che il segretario dem, Matteo Renzi, ha rimarcato che “tutto il Pd sta a fianco del sindaco Sala. E speriamo che quella del giudice olandese chiamato a decidere sul ricorso sia una fake news. Neanche in Champions si può arbitrare una squadra della stessa nazione. Sulla partita Ema va fatta chiarezza”. La questione è delicata, anche perchè tra posti di lavoro, indotto e turismo, si parla di un giro miliardario. In caso di via libera da parte del Tribunale non si bloccherebbe solo il trasloco dell’agenzia in Olanda. Finirebbero sotto accusa, come ha anticipato il Corriere della Sera, anche le procedure, ritenute dal governo e dal Comune di Milano poco trasparenti, per arrivare alla decisione da parte di Bruxelles. Primo tra tutti il sorteggio che ha determinato la vittoria di Amsterdam: per i ricorrenti sarebbe avvenuto senza rispettare la pausa di 30 minuti dopo l’ultimo voto, terminato in pareggio tra Milano e la capitale olandese. Modalità che avrebbe impedito di concordare preventivamente come proseguire. Altre presunte irregolarità vanno dall’assenza di controlli di garanzia fino all’uso dei bussolotti.
La conferenza dei presidenti dell’assemblea Ue, composta dal numero uno, Antonio Tajani, e dai leader degli eurogruppi politici, giovedì scorso ha deciso per il 22 febbraio una missione d’urgenza ad Amsterdam di membri della commissione Ambiente-Salute per verificare il rispetto delle tempistiche promesse dall’Olanda per accogliere l’Ema. Preoccupa, in particolare, che la sede designata per l’agenzia, il Vivaldi Building, in realtà sia ancora un cantiere, e che la soluzione temporanea proposta non sia adeguata. A Strasburgo i voti sul trasferimento nella città olandese sono previsti il 12 marzo prossimo in commissione e pochi giorni dopo in aula.Anche la richiesta di sospensiva urgente, presentata dall’avvocato Francesco Sciaudone dello studio Grimaldi per conto del Comune di Milano, dovrebbe ottenere una risposta del Tribunale Ue il mese prossimo. Un no a Strasburgo su Amsterdam o un sì della Corte europea sul ricorso, che verrà discusso a porte chiuse, potrebbero riaprire la corsa all’Ema e ridare una speranza a Milano. Nel frattempo, martedì scorso il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il governatore Roberto Maroni, Diana Bracco in rappresentanza delle imprese e il rettore dell’università Statale, Gianluca Vago, hanno inviato una lettera al premier Paolo Gentiloni sollecitando un intervento di Palazzo Chigi per riaprire la partita. “Riteniamo essenziale che il governo italiano si attivi per creare il consenso necessario a rivedere la decisione dell’assegnazione di Ema – hanno scritto nella missiva – nell’interesse europeo di tutti gli Stati membri e dei cittadini europei, nonché per garantire la piena operatività dell’Agenzia nei tempi previsti”. La speranza è che “il dibattito acquisisca rilevanza nel Parlamento europeo in quanto solo da un confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione potrà emergere la necessità di rivedere la decisione assunta in sede di Consiglio secondo la procedura di assegnazione”. Sala, Maroni, Bracco e Vago esprimono anche preoccupazione per l’operatività dell’Ema, che potrebbe essere messa a rischio dai ritardi di Amsterdam nella costruzione della nuova sede.
Su Ema “oggi ho avuto una lunga telefonata con il presidente Gentiloni e mi pare che anche l’interesse e la volonta’ del governo si sta scaldando”. Cosi’ il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato del ricorso presentato dal governo e dal Comune sull’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco ad Amsterdam. “Il giudice olandese” a cui sarebbe affidato il ricorso presentato dall’amministrazione comunale in accordo con la Regione Lombardia, “dipende dalla turnazione che e’ gia’ programmata, non mi attaccherei a quello”, ha aggiunto il sindaco rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento. “Rimane il fatto che ogni giorno ne succede una nuova e noi dobbiamo stare sul pezzo, non mollare. Quello che faccio lo concordo sempre con Maroni”, ha spiegato.
Lunedi’ il Comune presentera’ ufficialmente le due istanze, una di accesso agli atti e una di richiesta del sindaco di essere sentito dal Parlamento Ue. “Il passaggio importante – ha sottolineato Sala – sara’ il 22 febbraio quando la commissione salute e ambiente fara’ la visita ad Amsterdam, che non avrebbero fatto se noi non avessimo sollevato un polverone. Quindi andiamo avanti”.