Raggiunto il quorum per il referendum confermativo: è scontro totale sulla data del voto. Il Guardasigilli: «Ricorsi inutili, vincerà il Sì». Conte: «Segnale dirompente contro la casta». Lega pronta alla mobilitazione con 1.300 comitati.
La battaglia sulla riforma costituzionale della giustizia entra in una fase incandescente. In meno di un mese, l’iniziativa popolare lanciata da un gruppo di 15 cittadini ha sfondato il muro delle 500.000 firme online, raggiungendo formalmente il quorum necessario per richiedere il referendum confermativo. Un risultato che agita il Palazzo e accende la miccia del conflitto istituzionale sulla data delle urne, attualmente fissata dal Governo per il 22 e 23 marzo.
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ostenta sicurezza dai corridoi di Montecitorio. Nonostante l’impressionante volume di firme raccolte sul portale del Ministero (quota 500.563), il Guardasigilli definisce «inutili» i ricorsi presentati al TAR per spostare la data del voto. «Aspettiamo il 27 gennaio per la decisione del giudice amministrativo – ha dichiarato Nordio – ma il quesito non cambia: è sì o no. Sono fiducioso che alla fine prevarrà il buonsenso dei cittadini favorevoli alla riforma».
Di segno opposto la lettura di Giuseppe Conte. Il leader del M5S parla di un «risultato incredibile ottenuto con tutti contro», accusando il Governo Meloni di voler «soffocare il dibattito» correndo verso il voto di marzo. Sulla stessa linea Vittoria Baldino (M5S), che punta l’indice contro l’esclusione di circa 5 milioni di fuori sede: «Vogliono cittadini silenti. Presenteremo un emendamento per permettere a studenti e lavoratori di votare lontano da casa».
Se il M5S guida il fronte del No, nella maggioranza è Matteo Salvini a dare il via alla mobilitazione generale. Il leader leghista ha annunciato che le 1.300 sezioni del partito si trasformeranno in comitati per il Sì, con l’obiettivo di blindare una riforma che definisce «decisiva». A sorpresa, il fronte del Sì incassa anche l’appoggio di Carlo Calenda: «La separazione delle carriere era nel nostro programma – ha spiegato il leader di Azione – se il governo fa una cosa che condivido, la voto».
I tre pilastri della Riforma Nordio
Per cosa si voterà a marzo? La riforma tocca i gangli vitali della magistratura:
- Separazione delle Carriere: Giudici e Pubblici Ministeri avranno percorsi distinti. Non sarà più possibile passare da un ruolo all’altro durante la vita professionale.
- Sdoppiamento del CSM: Nasceranno due organi di governo autonomi, uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti.
- Alta Corte Disciplinare: Viene istituito un tribunale speciale per i procedimenti disciplinari contro le toghe, i cui membri saranno in parte estratti a sorte.