TRUMP E’ PRONTO A REAGIRE CON LA FORZA, PUTIN FRENA
La Corea del Nord testa una bomba all’idrogeno che puo’ armare un supermissile intercontinentale e fa tremare il mondo. Il test ha provocato due terremoti di magnitudo 6,3 e 4,6. La nuova bomba e’ 5 volte piu’ potente di quella di Nagasaki. Trump e’ pronto a reagire: ‘Dialogo inutile, capiscono solo la forza. Un attacco? Vedremo’, replica e incontra i vertici militari. Ma Putin frena: ‘Soluzione solo politica e diplomatica’, dice al telefono al premier giapponese Abe. Sanzioni piu’ dure sono allo studio del Tesoro Usa. Le chiedono all’Onu anche Seul e Tokyo per ‘isolare’ Pyongyang. Sanzioni piu’ pesanti vuole anche Macron che sente Merkel e Gentiloni. Dura anche la risposta della Cina che ‘condanna con forza’ il test e chiede una risposta ‘adeguata’.
Pyongyang e’ una “grande minaccia” per gli Stati Uniti e il dialogo non serve poiche’ si tratta di uno “Stato canaglia ” che “capisce solo una cosa”. Donald Trump sembra di nuovo sul piede di guerra per frenare l’iniziativa dellaCorea del Nord, dopo che questa ha compiuto il suo sesto test nucleare. “Le loro parole e le loro azioni continuano a essere molto ostili e pericolose per gli Stati Uniti”, ha scritto su Twitter il presidente americano, che riunira’ in giornata il Consiglio di sicurezza nazionale, per discutere dell’ultimo test nucleare dellaCorea del Nord. “La Sicurezza nazionale osserva attentamente cosa sta accadendo – ha spiegato Sarah Huckabee Sanders, portavoce del presidente americano – faremo avere degli aggiornamenti, se necessario”. E, uscendo da una chiesa vicina alla Casa Bianca Trump ha risposto cosi’ a un giornalista che gli chiedeva se un attacco militare contro Pyongyang sia imminente: “Vedremo”. Per il momento, ha poi affermato sul social network dopo aver , “gli Usa stanno valutando, tra le altre opzioni, di sospendere ogni attivita’ di scambio commerciale con qualsiasi paese intrattenga rapporti di affari con la Corea del Nord”. Quella testata dal regime di Kim Jong-un e’ stata, stavolta, una bomba H all’idrogeno molto piu’ potente delle precedenti, che il dittatore sostiene sia in grado di essere installata nell’ogiva di un missile basilistico intercontinentale (Icbm) in grado di raggiungere (come gli Hwasong-14 lanciati il 4 ed il 28 luglio) gli Usa. Kim, in questo modo, ha dimostrato di infischiarsene e di aver preso in giro con le sue ‘red line’ (limiti da non superare) le tonitruanti minacce di Donald Trump, che aveva promesso “fuoco e fiamme” su Pyongyang se avesse testato una bomba atomica. Ma Pyongyang ha anche nuovamente messo in “imbarazzo” (Trump non ha mancato di farlo notare su Twitter) il suo alleato riluttante, il presidente cinese Xi Jinping, che proprio oggi ospita a Xiamen i membri del Brics (Brasile, Russia – ossia Vladimir Putin – India (altra potenza nucleare), Cina e Sud Africa).
Tutto e’ iniziato nella notte italiana quando Kim si e’ prima fatto fotografare accanto a quello che ha sostenuto essere una bomba all’idrogeno, molto piu’ potente e letale della normale bomba atomica, come quelle sganciate il 6 ed il 9 agosto 1945 dagli Usa su Hiroshima e Nagasaki per far arrendere il Giappone e vincere la II Guerra Mondiale. Alle 12.36 ora locale (le 5,36 ora italiana) i sismografi di tutto il mondo registrano una scossa di magnitudo 6,3 a 22 km dal sito dove vennero fatte esplodere le precedenti 5 atomiche, Punggye-ri. Sisma artificiale perche’ l’ipocentro e’ stato localizzato ad una profondita’ nulla, ossia di 0 km mentre qualsiasi terremoto avviene ad almeno qualche chilometro nella crosta terrestre. Dopo poco un’altra scossa di 4,6 gradi della scala Richter. Non si tratta di un secondo test ma del semplice crollo della caverna sotterranea creata dalla prima esplosione, stimata in 120 chilotoni (un chilotone e’ pari alla potenza generata dalla deflagrazione di 1.000 tonnellate di tritolo), ossia quasi 10 volte i 15 chilotoni di ‘Little Boy, l’atomica di Hiroshima. Convenzionalmente si definisce bomba all’idrogeno o termonucleare un ordigno di potenza superiore ai 50 chilotoni e che, in teoria non ha limiti: la piu’ potente mai fatta esplodere fu la sovietica ‘Bomba Zar’ che il 30 ottobre 1961 – unica volta in cui fu fatta deflagrare – sviluppo’ una potenza inimmaginabile, ossia 50 megatoni (un megatone e’ pari ad un milione di tonnellate di tritolo), 3.125 volte la bomba di Hiroshima. Ma in media le bombe H montate sui missili o sganciate dai bombardieri strategici sono di 500 chilotoni. Cosi’ facendo la Corea del Nord entra nel club delle potenze nucleari di cui fanno parte Russia (7.000 testate), Usa (6.800), Francia (300), Cina (260), Gran Bretagna (215), Pakistan (140), India, (130), Israele (80). L’ultimo ostacolo che deve superare e’ lanciare un missile Icbm da un sottomarino. Club ancora piu’ esclusivo.
I vicini della Corea del Nord sono impauriti. L’ormai ex pacifista presidente sudcoreano, Moon Jae -inn ha chiesto che la Corea del Nord subisca la “piu’ forte punizione possibile” e che siano adottate “tutte le misure diplomatiche incluse nuove sanzioni Onu per isolare completamente” Pyongyang. Moon non intende fermarsi a questo. Seul discutera’ “lo schieramento dei piu’ potenti asset strategici delle forze armate Usa”, riferimento al ritorno delle bombe atomiche tattiche che Washington ritiro’ dallaCorea del Sud nel 1991. Gli Usa hanno ancora 28.500 soldati in Corea del Sud e d un imponente schieramento di mezzi terrestri, aerei e navali. Anche Ciba e Russia hanno condannato con forza il test: Xi Jinping, e il presidente russo, Vladimir Putin hanno fatto sapere da Xiamen che affronteranno “in maniera appropriata” il dossier. Xi e Putin si sono detti d’accordo sulla necessita’ di mantenere comunicazione e coordinamento per trattare la situazione. Per il capo del Cremlino, che ha sentito anche il premier giapponese, Shinzo Abe, la via d’uscita alla crisi passa “soltanto per una soluzione soltanto politica e diplomatica”. Ferma condanna e’ stata espressa dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che chiede “al regime di cessare immediatamente tutti i programmi nucleari e missilistici e che cio’ avvenga in modo completo, verificabile ed irreversibile, per riprendere il dialogo con la comunita’ internazionale”. La reazione europea e’ guidata dalla Francia, che con Italia e Germania ha chiesto a Bruxelles sanzioni piu’ dure contro la Corea del Nord. L’iniziativa dei tre paesi e’ stata presa nel corso di una serie di telefonate avviate dal presidente francese, Emmanuel Macron, che ne ha parlato prima con il il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e poi con il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni. “I nostri partner – ha fatto sapere una fonte dell’Eliseo – condividono la posizione francese, secondo cui e’ necessaria una reazione internazionale forte contro un avanzamento del programma nucleare nordcoreano”. Tale risposta, aggiunge la fonte, “deve prendere corpo in primo luogo nel Consiglio di sicurezza dell’Onu e nell’Ue, chiamate a prendere nuove misure contro Pyongyang”. I tre leader europei hanno concordato nuovi colloqui telefonici per le prossime ore, mentre per Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di sicurezza, Pyongyang “deve abbandonare il nucleare, le armi di distruzione di massa e i programmi missilistici in maniera irreversibile e verificabile e cessarne immediatamente tutte le attivita’”.