EX CAPO PERSONALE CAMPIDOGLIO E’ ACCUSATO CON IMMOBILIARISTA
La sindaca di Roma Virginia Raggi testimoniera’ al processo che vede imputati per corruzione l’ex capo Personale del Campidoglio Raffaele Marra e l’immobiliarista Sergio Scarpellini. La sindaca potrebbe essere sentita a partire dal 30 giugno. Marra e Scarpellini devono rispondere di corruzione per la vicenda dei 370 mila euro dati secondo l’accusa, nel 2013 al dirigente dall’immobiliarista per l’acquisto di un appartamento, allo scopo di ottenere favori.
“Direi di no. Stiamo parlando in questo momento di una cosa che non è attuale, comunque direi di no”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi a chi le chiedeva se in caso di rinvio a giudizio penserebbe alle dimissioni.
La testimonianza del sindaco Raggi al processo Marra “e’ una normale procedura, tutti i cittadini se chiamati a testimoniare hanno il dovere di andare”. Cosi’ il vicepresidente della Camera e deputato M5s, Luigi Di Maio, a margine di un evento su sostenibilita’ e innovazione. “Ho gia’ detto che il nostro codice etico parla chiaro” , risponde a chi gli chiede se il sindaco RAGGI non debba dimettersi se arrivasse un rinvio a giudizio.
Virginia Raggi sarà chiamata a testimoniare nel processo per corruzione all’ex capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra.Il giudice ha infatti deciso che le difese dello stesso Marra e dell’imprenditore Sergio Scarpellini, coimputato per corruzione, possano scegliere dieci testimoni per uno tra quelli presentati in lista.Tra i dieci scelti dalla difesa Marra c’è proprio la sindaca di Roma che potrebbe esser convocata in tribunale il prossimo 30 giugno. In quella sede, i giudici dovranno stabilire se sentirla come ‘testimone puro’ o come testimone ‘indagato in procedimento collegato’, perché è ancora in corso l’inchiesta nella quale Raggi risponde di abuso di ufficio (insieme a Marra) e falso in atto pubblico, in merito alla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex funzionario capitolino divenuto capo del dipartimento Turismo.Nel secondo caso, la sindaca sarebbe essere accompagnata in aula da un avvocato e potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.Oggi, davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Roma, erano presenti entrambi gli imputati, e sono state fissate per il 20, il 22, il 27 e il 30 giugno le prossime date del procedimento.
TUTTE LE ACCUSE ALL’EX FINANZIERE – Secondo la pm Barbara Zuin e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, responsabili dell’inchiesta, Scarpellini avrebbe pagato a Marra alcuni immobili per corromperlo. Per questo i due finirono in manette il 16 dicembre scorso: “Le insistenti regalie fatte negli anni 2010 e 2013 dallo Scarpellini in favore del Marra – riportava l’ordine di arresto – trovano ragionevole spiegazione esclusivamente in una logica corruttiva, stante le funzioni pubbliche svolte all’epoca dal Marra in settori connessi agli interessi imprenditoriali dello Scarpellini”.Il Gruppo Scarpellini ha stipulato per anni convenzioni urbanistiche milionarie che richiedevano l’emanazione di provvedimenti amministrativi da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio, realtà nelle quali Marra ha avuto posizioni dirigenziali negli anni al centro dell’indagine.Proprio negli anni in cui Scarpellini lavorava con l’amministrazione pubblica di Roma e del Lazio, Marra acquistava dal Gruppo Scarpellini nel 2009 un appartamento a Roma con uno sconto di mezzo milione di euro: l’ex finanziere lo pagò 700 mila euro anziché un milione e 200 mila. Regali e favori proseguirono fino al pagamento nel 2013 di oltre 367 mila euro, da parte di Scarpellini, per un altro appartamento dell’Enasarco comprato da Marra in via Dei Prati Fiscali, e intestato a sua moglie.Dopo l’arresto, Scarpellini confermò di aver pagato al funzionario comunale parte dell’immobile, perché la sua amicizia, sottolineò, poteva aiutarlo sul lavoro. Inoltre in alcune intercettazioni risalenti all’estate del 2016, Marra, che di lì a poco sarebbe diventato capo del personale del Campidoglio, parlando con la segretaria di Scarpellini si definiva “a disposizione” dell’imprenditore.
DIFESA: SINDACA IN AULA MA NO A PROCESSO POLITICO – “Noi non vogliamo fare processi politici ma Raggi, in quanto datore di lavoro di Marra, può aiutarci a dimostrare che il rapporto tra Marra e Scarpellini è sempre stato corretto e trasparente e lui non ha mai fatto pressioni a beneficio dell’imprenditore”. Così Francesco Scacchi, difensore insieme a Fabrizio Merluzzi di Raffaele Marra, che aggiunge: “Non conosciamo le chat intercettate, ma immaginiamo che ci fosse confidenza tra la sindaca e Marra. Vediamo se queste conversazioni emerge che Marra ha fatto con lei il nome di Scarpellini”.