Le luci di San Siro si accendono ufficialmente stasera per la cerimonia d’apertura della XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Milano e Cortina, insieme a tre regioni italiane, diventano il cuore pulsante dello sport mondiale in un evento che celebra la “famiglia umana” e lancia un appello globale alla tregua e alla cooperazione.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando alla cena di gala offerta dalla Presidente del CIO Kirsty Coventry, ha tracciato il solco politico e morale dell’evento. «L’auspicio è che i valori olimpici diventino ispirazione concreta nella vita internazionale: siano praticati e non solo ammirati», ha dichiarato il Capo dello Stato, richiamando la tregua olimpica approvata dall’ONU. Mattarella ha poi dato il benvenuto agli atleti sottolineando un primato storico: questa sarà l’edizione con la più ampia partecipazione femminile di sempre.

La vigilia è stata segnata dal calore della folla che ha scortato la fiamma olimpica nel suo ultimo tratto milanese, dopo un viaggio di 12 mila chilometri iniziato a Olimpia. A dare il via simbolico alle celebrazioni è stata l’étoile della Scala, Nicoletta Manni, che ha acceso il braciere in una Piazza Duomo gremita. Tra i tedofori d’eccezione che hanno attraversato il centro cittadino anche Carlo Cracco, Christian Chivu, Mahmood, Flavia Pennetta e Francesca Schiavone.
Mentre la città festeggia, la diplomazia internazionale si mette in moto. Tra i 50 leader mondiali presenti c’è il Vicepresidente statunitense JD Vance, atteso oggi in Prefettura per un bilaterale con la Premier Giorgia Meloni.


Non mancano però le note polemiche: per la mattinata è stata indetta una manifestazione contro la presenza dell’Ice (Immigrazione e Dogane USA) in città. Caso Ghali: il cantante ha riacceso il dibattito pubblico con una dichiarazione al vetriolo: «So perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia», alludendo a possibili frizioni con l’organizzazione o le autorità.

Quella di Milano-Cortina sarà un’Olimpiade diffusa, un modello logistico che coinvolge Lombardia, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano. La sfida non è solo sportiva, ma organizzativa, con gli occhi del mondo puntati sulla capacità dell’Italia di gestire un evento di tale portata in un clima di massima sicurezza.