Ok del Tar del Lazio a due ricorsi del Comune di Roma e del sindacato Uilpa-Bact: annullata l’istituzione del Parco archeologico del Colosseo e il bando per la selezione internazionale per il direttore del parco. Il ministro della Cultura Franceschini dice di non essere stupito e annuncia che impugnera’ la sentenza. Esulta la Raggi: ‘Vittoria dei cittadini, sconfitto tentativo del Governo. Roma resta di tutti’.
l decreto del ministero dei Beni culturali che istituisce il Parco del Colosseo “non ha preso in considerazione ne’ le norme del dlgs. n. 61 del 2012, che prevedono il coordinamento istituzionale tra amministrazioni statali e Roma capitale, ne’ – se non con riferimento all’individuazione dell’area di competenza del Parco archeologico – l’accordo tra Roma capitale e Ministero dei beni culturali sottoscritto il 21 aprile 2015”. È quanto si legge nella sentenza che ha accolto il ricorso del Campidoglio contro i decreti del ministero dei Beni culturali che istituivano il Parco archeologico del Colosseo e la conseguente selezione internazionale per nominare il direttore del nuovo ente. Secondo i giudici, che si riferiscono all’accordo di valorizzazione dei Fori firmato il 21 aprile 2015 dal ministro Dario Franceschini e dall’allora sindaco di Roma, Ignazio Marino, “la mancata considerazione di tale accordo nel procedimento che ha portato all’adozione del decreto ministeriale, cosi’ radicalmente innovativo per gli ambiti di competenza del Parco archeologico, e soprattutto per la ripartizione delle risorse, comporta l’accoglimento della censura in esame per i dedotti vizi di eccesso di potere del provvedimento in relazione ai profili di contraddittorieta’ della azione amministrativa e per la violazione del principio della leale collaborazione tra enti, oltre che la violazione della disciplina di cui al dlgs. n. 61 del 2012”.
“Hanno vinto i cittadini. Bene il Tar che ha accolto il nostro ricorso sull’istituzione del Parco archeologico del Colosseo. È stato sconfitto il tentativo del Governo di gestire in totale autonomia e senza concertazione il patrimonio culturale della nostra amministrazione. Roma resta di tutti. Questo mi sembra un momento importante e positivo per riprendere un discorso sulla gestione integrata e unitaria del patrimonio culturale della città così come proposto più volte dall’amministrazione capitolina al Ministero dei Beni culturali”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Apprendo che le argomentazioni che hanno motivato il nostro ricorso sono state riconosciute fondate dal Tribunale amministrativo – dichiara il vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo – Quello che rende unica Roma è la straordinaria presenza di una civiltà che ininterrottamente ha trasformato il proprio territorio lungo l’arco di oltre 2700 anni. Questa unicità è un valore dello sviluppo del Paese, oltre che della città stessa, solo se viene concepita come parte integrante di una politica il cui obiettivo primario non è l’attrazione di turisti, che pure sono benvenuti, ma lo sviluppo di nuova cultura e la valorizzazione dell’enorme sistema di produzione della conoscenza che la città ospita”.
Il ministro Franceschini pero’ non si arrende: “Impugneremo subito”, annuncia battagliero. Poi l’affondo: “Purtroppo non posso dire che sono stupito. Stesso Tar, stessa sezione della sentenza sui direttori stranieri”.