Matteo Renzi non solo apre a modifiche all’Italicum, ma aggiunge anche che sara’ il Pd a fare una proposta. L’annuncio arriva durante l’acceso confronto tv con Gustavo Zagrebelsky sul prossimo referendum costituzionale. Posizioni inconciliabili tra i due, con il premier che parla di “palude” da superare ed il costituzionalista che tira in ballo lo spettro di una “oligarchia” con conseguente “rischio per la democrazia”.
“Per la prima volta la proposta di cambiare qualcuno e’ riuscita a metterlo in campo. Si vota sul quesito, non si vota su governo, Italicum, o sui gufi. Se si vota No il bicameralismo paritario resta. Se si vota si’ si riducono i parlamentari e i costi delle istituzioni. E se vince il No non troverete nessun parlamentare in futuro che vorra’ cambiare”. Lo afferma il premier Matteo Renzi nel suo appello al Si’ nel corso del confronto con Gustavo Zagrebelsky a ‘Si’ o No’, su La7 moderato da Enrico Mentana. “Io credo che piu’ chiarezza sul potere delle Regioni cambiera’ la vita dei cittadini su temi come rifiuti o trasporti. E’ fondamentale dire che un Paese cambia. Chi fa politica ha il dovere di cambiare, per avere qualcuno che vince le elezioni, per un sistema piu’ stabile. Se si fa cosi’ io credo che l’Italia supera il passato. E’ finito il tempo della nostalgia se vogliamo stare al tempo globale, se vogliamo restare ai ricordi faremo dell’Italia un museo”, conclude.
“Queste riforme sono conservative servono ad armare a blindare un sistema di potere e di governo sempre più oligarchico caratterizzzos dal suo aspetto esecutivo che parlamentare per non cambiarlo”, ha detto il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky nel faccia a faccia con il premier. “I fautore del ‘no’ pensano invece che le vere riforme partano dal corpo: la classe politica inizi a cambiare se medesima dopodiché la riforma delle forma potrà avvenire in seconda posizione”.
“Noi abbiamo smosso la palude, ma perche’ volete tornare alla palude? Perche non volete parlare del futuro ma solo del passato?”, chiede Matteo RENZI a Gustavo Zagrebelsky.
“L’Italicum non e’ un rischio per la democrazia. Ma se vogliamo cambiarlo, noi come Pd prenderemo un’iniziativa per togliere ogni dubbio sulla legge elettorale”. Matteo Renzi lo annuncia nel corso del confronto tv con Zagrebelsky. Il premier fa un passo avanti rispetto a quanto detto finora: non solo apre a modifiche alla sua legge elettorale, ma aggiunge anche che sara’ il Pd a fare una proposta. E se difende il ballottaggio che da’ la possibilita’ di sapere chi vince la sera del voto, indica un elemento che si puo’ modificare: “Vorrei cambiare il sistema dei capilista bloccati”, afferma.
“I senatori hanno gia’ un ‘munus’, un compito come sindaci o consiglieri Regionali. A loro vi si attribuisce un secondo ‘munus’. C’e’ un problema giuridico e pratico: questo Senato ha competenze immense affidate a chi lo fa per secondo lavoro”. Lo afferma il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky a ‘Si’ o No’, su La7 contestando la doppia competenza dei componenti del nuovo Senato. “Questo doppio mandato e’ di fatto impossibile da realizzare, non puo’ funzionare. Sindaci e consiglieri regionali hanno l’obbligo di esercitare funzioni come consiglieri e sindaci e hanno anche obbligo di frequentare il Senato”, osserva Zagrebelsky. “Funziona in tanti altri Stati”, replica Renzi al quale, tuttavia, controreplica il costituzionalista osservando come in altri Stati europei il sistema sia diverso. In Germania, ad esempio, i governatori del Lander possono delegare dei loro colleghi ad essere presenti nel Bundesrat, dove non c’e’ obbligo di partecipazione, spiega Zagrebelsky. E il confronto, ancora una volta e’ aspro e trova i due interlocutori su piani totalmente differenti. Con il premier che, ad un certo punto, vedendosi nuovamente interrotto afferma. “Il fatto che sia un autorevole professore non le consente di andare sulla voce non al premier, ma a un altro cittadino. E lei dice cose inesatte”, sottolinea Renzi che, poco prima, il docente dilungarsi, scherza: “vabbe’, io vado a fumare la sigaretta. Quando finite, mi chiamate”. Poco dopo i due ancora si scontrano. Renzi sostiene l’importanza della funzione dei sindaci e cita, la competenza ‘europea’ del nuovo Senato. “L’Ue e’ molto piu’ un affare da sindaci che da tecnocrati”. Ma Zagrebelsky replica piccato: “lei non e’ interessato alle questioni giuridiche”.
“Quando ha parlato di rottamazione, io pensavo che lei volesse sceverare il bene dal male nella societa’ italiana. Perche’ ci sono anche forze del male, in questo paese. Come i cementificatori delle coste. O quelli che trafficano con la pubblica amministrazione per i propri interessi. Ecco io spero che lei torni a questo tipo di rottamazione… Io sulla rottamazione avevo puntato”, dice Gustavo Zagrebelsky a Matteo RENZI, nel corso del confronto tv su La7. “Professore mi scusi, ma dov’e l’articolo sulla rottamazione in Costituzione?”, risponde RENZI cercando di riportare la discussione sul testo delle riforme. E Zagrebelsky: “Sto dicendo un’altra cosa…”. Il premier: “Bene quando ha finito mi faccia un fischio”.
Nel corso del confronto su La7, Zagrebelsky ha spiegato che “questa riforma, piu’ la legge elettorale, in altra forma raggiunge un risultato di premierato assoluto, piu’ forte del presidenzialismo”. Renzi ha ribattuto: “Lei sta dicendo una cosa che non e’ vera. La riforma di Berlusconi dava al presidente del Consiglio il potere di sciogliere le Camere. Ma cosa sta dicendo? Glielo dico con rispetto”.
“Berlusconi votera’ come lei. La riforma di Berlusconi dava al presidente del Consiglio il potere di sciogliere le Camere, io nemmeno ho il potere di sciogliere i lacci delle scarpe”, ha detto il premier. “Il presidente del Consiglio da noi non puo’ neanche nominare i ministri, puo’ proporli, non li puo’ revocare. Non abbiamo cambiato i suoi poteri perche’ altrimenti sembrava che facevo una riforma per me, presidente del Consiglio”. “In settanta anni abbiamo avuto 63 governi, il mio e’ durato piu’ di ogni governo guidato da De Gasperi, Aldo Moro, Andreotti, Fanfani”, ricorda Renzi. “Leopoldo Elia sollecitava una riforma costituzionale sottolineando la necessita’ di una legge elettorale che indicasse la possibilita’ di un governo in qualche modo indicato dai cittadini”. “Elia – ha ribattuto Zagrebelsky – sosteneva che legge elettorale e istituzioni sono cosi’ collegate che il passaggio dal proporzionale al maggioritario avrebbe dovuto cambiare la costituzione in senso piu’ garantista. L’esatto opposto”. “Revocare i ministri non lo puo’ fare di fatto? Non lo ha gia’ fatto varie volte? Questo dimostra che la sostanza e’ molto piu’ forte. I costituzionalisti, signor presidente, non sono legati soltanto alle formulette, cio’ che conta e’ il quadro l’insieme. Leopoldo Elia quando e’ stata fatta la riforma Berlusconi aveva le lacrime agli occhi…”, ha aggiunto il costituzionalista.
“Lo Stato ha già deciso di farlo”, ha detto Matteo Renzi in merito alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina nel corso del confronto su La7 con il giurista Gustavo Zagrebelsky, in uno speciale di Enrico Mentana. “Se non lo facessimo scatterebbero delle penali milionarie da dare alle aziende coinvolte”.