“Vogliamo governi scelti dai cittadini per realizzare una visione e cinque anni per realizzarla, è la cosa che rimetterà l’Italia esattamente nella posizione che merita! E se il Parlamento non vorrà approvare con i numeri che servono una riforma di questo tipo, sarà ai cittadini che lo chiederemo direttamente con il referendum…”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni a Brescia lanciando un monito alle opposizione sulle riforme. “Perchè qui noi non ci stiamo per sopravvivere. O questa nazione la cambiamo davvero o non c’è bisogno che stiamo al governo come hanno fatto tutti gli altri”, ha detto la presidente del Consiglio.
“Non vi fate prendere in giro – ha proseguito Meloni -, vi diranno che non e’ una priorita’ quelli che sono stati al governo con i giochi di palazzo”, perche’ questa e’ una riforma che riporta “il potere di scelta dei cittadini al centro delle dinamiche” ed “e’ quello che faremo”. “Vogliamo governi stabili, che abbiano cinque anni per terminare il lavoro, e scelti dai cittadini, che decidono cosi’ le politiche che si portano avanti”, ha aggiunto Meloni.
“Sulle riforme noi siamo molto seri e andremo a vedere le carte del Governo e le idee della presidente Meloni. Perché chi è nato riformista non cambia idea a seconda delle convenienze della politica”. Lo scrive il leader di Italia Viva, Matteo Renzi sulla sua enews, aggiungendo che “continuare a parlare di deriva autoritaria solo perché si vuole eleggere direttamente il Premier è folle: deriva autoritaria è il nome che i codardi danno alla propria paura di perdere le elezioni”. “Tuttavia – afferma Renzi – la maggioranza al momento ha solo organizzato degli incontri, non ha tirato fuori neanche mezza idea”.
“Giorgia Meloni è una che la politica la mastica e quindi capisce che per fare le riforme costituzionali non si può pensare di fare da soli”. Così il deputato di Azione – Italia Viva Ettore Rosato in un’intervista a Fanpage, spiegando la proposta del terzo polo: “La maggioranza ci ha ascoltato, anche se non ha espresso una posizione. La nostra proposta vede più forte il governo e il ruolo del presidente del Consiglio, salvaguarda la terzietà e la forza del presidente della Repubblica. E semplifica il sistema parlamentare per dare più forza anche al Parlamento, togliendo il bicameralismo paritario e tenendo una sola Camera che dia la fiducia e legiferi”, conclude.


Giorgia Meloni si presenta vestita di bianco, con giacca longuette e pantaloni, al convegno sulla Natalità e Papa Francesco, in un clima di cordialità e confidenza, scherza sul colore della mise della premier: “Oggi – dice il Pontefice – ci siamo vestiti uguali…”. La scena è avvenuta al termine dei loro interventi agli Stati Generali della Natalità, mentre i due lasciavano il palco salutandosi calorosamente.
La seconda giornata degli Stati Generali della Natalità ha vissuto il suo momento più importante con la presenza di papa Francesco e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.”Viviamo un’epoca nella quale parlare di Natalità, di maternità e di famiglia, è diventato sempre più difficile” ha detto Meloni. “A volte sembra quasi un atto rivoluzionario. Eravamo stati avvertiti che sarebbe arrivato un tempo nel quale avremmo dovuto batterci per dimostrare che le foglie sono verdi in estate o che due più due fa quattro. Oggi bisogna avere coraggio per rivendicare, per sostenere cose che sono fondamentali per la crescita della nostra società. Ma il coraggio è una cosa che in questa sala non difetta. Allora, al coraggio delle idee deve corrispondere il coraggio delle azioni”.