La sanità pubblica italiana mostra un netto divario geografico nella qualità dell’assistenza, con le regioni del Nord che consolidano il loro primato di eccellenza. Secondo i dati del Programma Nazionale Esiti 2025 (PNE) dell’Agenas, solo due strutture ospedaliere in Italia hanno raggiunto la massima valutazione su tutte e otto le aree cliniche esaminate: si tratta dell’Ospedale di Savigliano (Piemonte) e dell’Ospedale di Mestre (Veneto).
Complessivamente, sono 15 gli ospedali che si sono distinti ottenendo un livello di valutazione “alto” o “molto alto” in almeno sei delle otto aree cliniche prese in considerazione. La maggior parte di queste strutture d’élite si concentra tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
In totale, le strutture che ottengono livelli di valutazione alti/molto alti su tutte le aree valutate sono 189, pari a poco più del 10% del totale analizzato. Agenas sottolinea, in linea generale, un miglioramento generalizzato nella quasi totalità delle Regioni e Provincie Autonome.
Nonostante i segnali positivi, il PNE 2025 ha identificato 197 strutture (su 1.117 totali valutate, tra pubblici e privati) da sottoporre a un processo di revisione della qualità (audit) a causa di standard assistenziali insufficienti. Questo significa che quasi due ospedali su dieci in Italia sono stati “rimandati”.
Il dato più significativo è la marcata concentrazione di queste criticità nel Sud Italia:
- Campania: 51 ospedali da sottoporre ad audit.
- Sicilia: 43 ospedali da sottoporre ad audit.
- Lazio e Puglia: 19 strutture ciascuna.
Al contrario, regioni come Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento e Umbria hanno registrato zero ospedali in situazione critica. L’Agenas specifica che le 14 strutture che mostrano livelli “bassi o molto bassi” di aderenza agli standard sono soprattutto piccole realtà ospedaliere valutate su poche aree cliniche, mentre nessuna tra le grandi strutture plurispecialistiche mostra gravi criticità.
L’88% degli audit segnalati è legato a livelli molto bassi di aderenza agli standard di qualità. Le aree cliniche che presentano il maggior numero di criticità sono:
- Gravidanza e Parto: Rappresenta il 52,7% delle richieste di audit, prevalentemente a causa della bassa aderenza agli standard per la proporzione di parti cesarei.
- Ambito Cardiocircolatorio: Coinvolge il 22,1% delle richieste, con criticità soprattutto nella tempestività di accesso all’angioplastica.
- Area Osteomuscolare: Le problematiche riguardano quasi totalmente la tempestività di intervento a seguito di frattura del collo del femore nei pazienti over 65.
Rispetto all’anno precedente, 68 delle 239 strutture in criticità hanno superato i problemi, mentre 26 nuove strutture sono state identificate quest’anno, portando il totale attuale a 197.
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