Il governo accelera sul fronte sicurezza dopo l’ondata di violenza giovanile, ma i provvedimenti restano in una fase di limatura tecnica. In un vertice a Palazzo Chigi è stato delineato il nuovo pacchetto di misure, pur rinviando il varo formale del decreto. Slitta il decreto ma c’è l’accordo sulle norme “draconiane”. Salvini: «Chi delinque non sarà più ospite». Il rinvio in CDM tocca anche la Consob: congelata la nomina di Federico Freni.
La morte violenta di Abanoub Youssef, lo studente 19enne ucciso con un coltello da cucina in un corridoio dell’istituto “Chiodo” di La Spezia, ha agito da catalizzatore politico. Il governo Meloni ha risposto blindando un pacchetto sicurezza che punta a colpire non solo gli autori dei crimini, ma anche le loro famiglie e i canali di approvvigionamento delle armi bianche.
Il ministro Piantedosi ha presentato una struttura a due binari: un Decreto Legge per le urgenze e un DDL per le riforme strutturali.
- Norme Anti-Coltelli: Divieto assoluto per i minori di possedere coltelli di dimensioni superiori ai 5 cm. Il porto di armi bianche passa da contravvenzione a reato, con possibilità di arresto facoltativo in flagranza.
- Sanzioni ai Genitori: Multe da 200 a 1.000 euro per i genitori di minori trovati con armi o coinvolti in risse e baby gang.
- Registro Elettronico: Obbligo per i rivenditori di registrare ogni vendita di lame; le violazioni possono portare a sanzioni fino a 10.000 euro e alla revoca della licenza.
- Minori Stranieri: Matteo Salvini è stato categorico: «I minori non accompagnati che commettono reati smetteranno di essere a carico degli italiani». Si studia la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione immediata per i soggetti violenti.
Il clima si surriscalda anche sul piano territoriale. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha accusato il governo di usare la città come bersaglio politico: «C’è la volontà politica di far male a Milano raccontando report falsi. La sicurezza è un problema nazionale, non solo milanese». La Lega ha replicato parlando di “cecità del sindaco” di fronte al degrado urbano e allo spaccio.
Il Consiglio dei Ministri ha inaspettatamente congelato l’avvio della procedura di nomina per il successore di Paolo Savona (in scadenza l’8 marzo).
- Il Candidato: Federico Freni, sottosegretario leghista all’Economia, era il nome dato per certo.
- I motivi del rinvio: Dubbi tecnici sul requisito di indipendenza (essendo Freni un politico in carica) e la difficoltà del MEF a privarsi di una figura chiave proprio nell’ultimo anno di legislatura. Tajani (FI) ha ribadito che il ruolo richiede un profilo meno politico.