Il clima a Davos è diventato elettrico. Mentre il World Economic Forum (WEF) 2026 doveva celebrare “Uno spirito di dialogo”, il ritardo di Donald Trump e l’offensiva di Emmanuel Macron hanno trasformato le nevi svizzere in un ring geopolitico. Scontro totale tra Parigi e Washington: dazi del 200% su Champagne e Bordeaux. Macron attacca: «L’Europa non sarà vassalla». La Germania di Merz invia soldati in Groenlandia ma cerca la mediazione.
In una giornata segnata da guasti tecnici e retorica incendiaria, il Presidente francese Emmanuel Macron ha rubato la scena al WEF, indossando iconici occhiali aviator e lanciando un guanto di sfida al tycoon americano. Il punto di rottura è il “Board of Peace” per Gaza, dal quale Macron si è sfilato sdegnato per la presenza di Putin e Lukashenko, scatenando la vendetta di Trump sui vini francesi.
Dal palco di Davos, Macron ha pronunciato un discorso che risuonerà a lungo nelle cancellerie europee: «La Francia preferisce il rispetto ai bulli», ha dichiarato, accusando Trump di voler “vassallizzare” l’Europa. Una stoccata diretta al vanto di Trump di aver risolto otto conflitti: «Ci sono oltre 60 guerre attive, un record mondiale». Le minacce di dazi hanno scatenato il “Sell America”. Wall Street ha aperto in rosso e il dollaro è sotto pressione, mentre gli investitori si rifugiano nell’oro di fronte all’imprevedibilità del tycoon.
Il nuovo Cancelliere tedesco Friedrich Merz sta giocando una partita su due tavoli: Berlino ha confermato l’invio di 13 militari (squadra di ricognizione) in Groenlandia in risposta all’appello danese. Un gesto simbolico ma potente per ribadire la sovranità europea nell’Artico. Merz ha lodato il ruolo di mediazione di Giorgia Meloni, dichiarando che «non possiamo vincere una guerra di dazi» e spingendo per un negoziato che eviti lo sblocco dei 93 miliardi di tariffe UE contro gli USA.
Nonostante il baccano mediatico, il progetto di Trump per Gaza fatica a raccogliere adesioni istituzionali, trasformandosi in quello che molti definiscono un “consorzio d’affari”.
Il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha gelato le speranze di chi pensava a una boutade estiva: «Fate un respiro profondo, l’acquisizione della Groenlandia impedirà conflitti armati». Tuttavia, il presidente finlandese Alexander Stubb ha riferito di segnali di de-escalation nei colloqui privati a Davos.