La cattura di Nicolas Maduro da parte delle forze speciali statunitensi apre una profonda faglia nel panorama politico italiano. Mentre il governo Meloni, pur con cautela, riconosce una cornice di legittimità all’azione di Donald Trump, il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle condannano duramente l’attacco, definendolo una violazione del diritto internazionale.
In una nota ufficiale, la Presidenza del Consiglio ha ribadito la ferma condanna verso il regime di Maduro, di cui l’Italia non ha mai riconosciuto la vittoria elettorale. Pur sottolineando che la forza militare non sia la via maestra per abbattere le dittature, il governo ha introdotto una chiave di lettura specifica: l’azione americana sarebbe un “legittimo intervento di natura difensiva” a fronte di “attacchi ibridi” alla sicurezza internazionale alimentati dal narcotraffico.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato di essere in costante contatto con la premier per monitorare la sicurezza dei circa 150.000 italiani residenti in Venezuela, attualmente considerati fuori pericolo immediato.
Dure le reazioni dei leader dell’opposizione, che chiedono al governo di riferire urgentemente in Aula:
- Elly Schlein (PD): Al termine di una segreteria lampo, la leader dem ha parlato di un’aggressione palese. “Abbiamo sempre condannato Maduro, ma la democrazia non si esporta con le bombe: la storia ha già dimostrato i costi drammatici di questa strategia”.
- Giuseppe Conte (M5S): Il presidente pentastellato ha attaccato frontalmente la Casa Bianca: “L’aggressione non ha basi giuridiche e certifica il predominio del più forte. Se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, il diritto internazionale cessa di esistere”.
- AVS (Bonelli e Fratoianni): Ancora più radicale il giudizio dei Verdi e Sinistra, che parlano di “atto di pirateria internazionale” finalizzato al controllo delle risorse petrolifere piuttosto che alla tutela dei diritti umani.
L’intervento di Trump ha colto di sorpresa le cancellerie europee, che ora cercano una linea comune:
- Keir Starmer (UK): Ha preso le distanze, dichiarando che il Regno Unito non è stato coinvolto e invocando il rispetto del diritto internazionale.
- Friedrich Merz (Germania): In linea con il suo approccio pragmatico, il Cancelliere tedesco ha evitato critiche dirette agli USA, concentrandosi sulla necessità di una transizione che garantisca stabilità.
- Francia e Spagna: Chiedono una de-escalation immediata e una soluzione negoziata sotto l’egida dell’ONU.