SOLDI NON CI SONO, PIANO REARM ROBOANTE RISPETTO A REALTÀ
“Ci troviamo alla vigilia di un Consiglio europeo che cade in un momento estremamente complesso e allo stesso tempo decisivo per i destini di Italia, Europa e Occidente. Spero che il dibattito di oggi ci renda tutti consapevoli del tempo grave che stiamo attraversando e che si possa ragionare insieme”, pur nelle diversità di veduta, “sulle scelte migliori con senso di realtà e responsabilità”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni , nelle comunicazioni all’Aula del Senato in vista del prossimo Vertice Ue.
‘Senatore Borghi, sono d’accordo con lei, non funziona la narrazione di dire non ci sono soldi per fare nulla, e poi ci sono all’improvviso 800 miliardi per la difesa. I soldi non ci sono neanche qui, perché non stiamo parlando di nuove risorse dell’Ue, o di soldi tolti ad altri bilanci: parliamo di una ipotetica possibilità che gli Stati possano fare maggiore deficit. È un annuncio molto roboante rispetto alla realtà e alla natura di quanto viene proposto, e bisogna segnalarlo’. Così la premier Giorgia Meloni nel corso della replica dopo la discussione generale nell’aula del Senato sulle comunicazioni rese in vista del prossimo Consiglio europeo.
‘Abbiamo fatto tanto per recuperare una politica di bilancio seria, ne siamo un po’ gelosi. Bisogna fare attenzione quindi a scaricare tutto questo peso sui bilanci degli stati nazionali. Punteremmo a mobilitare investimenti privati’. Così la premier Giorgia Meloni. ‘Nel centrodestra siamo d’accordo che il tema di rafforzare la sicurezza e la difesa c’è, la maggioranza è compatta. L’esercito unico non è all’ordine del giorno, la Nato è organizzata su eserciti nazionali che si coordinano’ ha detto la premier.
‘Salutiamo positivamente questa nuova fase e sosteniamo gli sforzi del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in questo senso. L’Italia considera la proposta di cessate il fuoco concordata l’11 marzo a Gedda da Stati Uniti e Ucraina un primo, significativo, passo di un cammino che deve portare a una pace e giusta durata per l’Ucraina, con garanzie di sicurezza solide, efficaci e di lungo periodo, per l’Ucraina stessa, per l’Europa nel suo complesso, e per i nostri alleati americani, che non possono permettersi di siglare un accordo di pace violabile’.

‘Voglio dire che siamo al fianco del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ogni qual volta viene attaccato per la sola ragione di aver ricordato chi sono gli aggressori e chi gli aggrediti’. Così la presidente del Consiglio in un passaggio in cui ha ricordato che ‘come da tre anni a questa parte, il tema centrale del Consiglio Europeo in materia geopolitica sarà la guerra di invasione Russa all’Ucraina’.
Sulla giustizia: ‘La riforma della giustizia dal mio punto di vista è improcrastinabile’. Sulla fine della tregua con Hamas: ‘Seguiamo con grande preoccupazione la ripresa dei combattimenti a Gaza’.
‘Il 6 marzo la Presidente Von der Leyen ha presentato il piano ‘ReArm Europe’. Già in quella sede ho segnalato di non condividere questa denominazione. Si è detto che chiedo di cambiare il nome perché voglio confondere i cittadini, mentre l’ho fatto perché credo che, invece, ReArm Europe sia un nome fuorviante per i cittadini’. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo. «Certamente oggi siamo chiamati a rafforzare le nostre capacità difensive, di fronte alle nuove sfide geopolitiche, alle maggiori responsabilità a cui veniamo richiamati in ambito Nato e alla necessità di rafforzare il ruolo dell’Europa in questo contesto. Ma oggi, rafforzare le nostre capacità difensive non significa banalmente acquistare armamenti- ha ricordato la premier -. Intanto perché non si tratta di acquistarli, magari da Paesi stranieri, quanto semmai di produrli, rafforzando la competitività e sostenendo gli investimenti delle nostre aziende e del nostro tessuto produttivo. Ma ancora prima, perché rafforzare le nostre capacità di difesa significa occuparsi di molte più cose rispetto al semplice potenziamento degli arsenali’. ‘Senza questo approccio a 360 gradi non c’è difesa, senza difesa non c’è sicurezza e senza sicurezza non c’è libertà, perché senza sicurezza non possiamo proteggere l’Italia, le sue imprese ei suoi cittadini – ha sottolineato -. Quindi, quando abbiamo proposto di rinominare il piano utilizzando le parole ‘Defend Europe’, non abbiamo posto una semplice questione semantica o nominalistica, ma abbiamo proposto una questione di sostanza. Di merito. Noi riteniamo che debba essere chiaro che con le risorse a disposizione si possono finanziare anche tutte le cose che ho elencato. Materie che non dovrebbero essere una preoccupazione esclusivamente per la sottoscritta,ma almeno per tutti coloro che sono seduti in quest’aula’.
“La mia speranza è che questo dibattito ci trovi tutti consapevoli del tempo grave che stiamo attraversando e che, pur nel rispetto delle posizioni, si può ragionare insieme per prendere le scelte migliori per la nostra nazione, con il senso di realtà e responsabilità che si deve a questo momento”, ha detto la premier. Che ha aggiunto: “E’ importante che questo Consiglio segni passi avanti concreti per vincere la sfida della competizione e non condannarci a essere gregari”. “Se l’Europa pensa di iper regolamentare tutto non sopravvivera’, e’ una nuova visione quella che serve, e’ la politica che deve tracciare la rotta, non la burocrazia”, ha detto la premier Giorgia Meloni. “Bisogna impedire che l’Europa venga soffocata dalle sue stesse regole”, ha affermato il premier parlando in particolare della strategia industriale. “Continueremo a insistere per una politica industriale efficace, rinunciando agli eccessi ideologici visti in passato. Il Clean Industrial Deal presentato dalla Commissione va in questa direzione ma intendiamo impedire che si trasformi in un nuovo Green Deal con un nome diverso”. “I prezzi dell’energia sono troppo alti – dice – e sono un freno per la competitività, e bisogna intervenire: servono anche misure a lungo termine, un mercato europeo che garantisce prezzi stabili”.

“Il tema centrale dell’Europa – da detto la premier – sarà certamente il rilancio e il rafforzamento della competitività dell’acqua. La competitività potrebbe sembrare un fumoso concetto astratto, ma non lo è. Riguarda i nostri sistemi produttivi certo, ma tenermi anche la possibilità per i nostri figli di trovare a voi qualificati e ben remunerati senza dover lasciare la propria azione. Competitività vuol dire per gli stati nazionali poter offrire servizi sociali adeguati e sempre migliori ai cittadini. Competitività significa, allargando la prospettiva, disposizione Consiglio dei mezzi e delle risorse necessarie non solo a non dipendere da altri, ma anche a poter difendere i nostri valori e la nostra visione a livello internazionale. In sostanza quello che tutti dobbiamo chiederci è, un’Europa desertificata da un punto di industriale e in ritardo della ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e destinata a essere più o meno ascoltata”.
Il tema dei dazi non e’ all’ordine del giorno del Consiglio europeo ma “e’ un punto da tenere in grande considerazione”, l’amministrazione Trump “ha deciso di riattivare i dazi”, il quadro e’ complesso e in continua evoluzione, ha detto la presidente del Consiglio. “Bisogna continuare a lavorare per trovare un terreno d’intesa e scongiurare una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno”, ha affermato la premier. “Non e’ cadere saggio nel circolo vizioso delle rappresaglie”, ha aggiunto. “Non sono certa che sia un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi”, c’e’ bisogno di “buon senso”, ha sottolineato.
“Sosteniamo l’azione di semplificazione avviata dalla Commissione europea con i pacchetti Omnibus, il primo dei quali è stato presentato pochi giorni fa ed è dedicato alla semplificazione delle regole di rendicontazione e due diligence per la sostenibilità. Siamo però convinti che l’azione di semplificazione non debba arrivare solo a valle, ma intervenire a monte, in tutte le nuove proposte di legislazione europea”. Così Giorgia Meloni nel sui intervento.
“Condivideremo per questo l’invito alla Commissione, e con lei ai co-legislatori, a lavorare per raggiungere l’obiettivo di ridurre il costo di tutti gli oneri amministrativi almeno del 25% per tutti, e almeno del 35% per le piccole e medie imprese”.
Sul protocollo Italia-Albania il governo e’ determinato ad andare avanti, ha detto la premier. “Stiamo seguendo il ricorso dinanzi alla Corte di Giustizia, sono rimasta colpita che la maggioranza degli Stati membri sono intervenuti per sostenere la posizione dell’Italia sul concetto di paese sicuro di origine”, ha affermato Meloni. Aggiungendo: “Diminuire le partenze e stroncare il business dei trafficanti e’ l’unico modo per ridurre il numero dei migranti che perdonare la vita per arrivare in Italia e in Europa e questo ci deve rendere orgogliosi”.

‘Ho posto cinque domande alla presidente del Consiglio perché potesse rispondere e permetterci di esprimere un giudizio’ in vista del Consiglio europeo. «Sui dazi non ha risposto, ha detto che non ha le idee chiare. Io voglio dire in quest’Aula che la questione dei dazi è esistenziale per l’economia italiana. Continuare a far finta di trattare i dazi come una questione di Serie B, significa non ascoltare Confindustria, sindacati, le Pmi ei risparmiatori. È vero che i dazi rischiano di creare sgancio. Ma non siamo stati mica noi a evocare il tema dei dazi, è stato quel Donald Trump la cui pantofola insistentemente Giorgia Meloni cerca di baciare’. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, nel corso delle dichiarazioni di voto in Senato dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo. ‘Lo dico ai colleghi della maggioranza: i sovranisti fanno male all’Europa, distruggono l’economia di un Paese esportatore. Se non capite che l’economia italiana ha bisogno di globalizzazione e non di barriere e di chiusura, significa che state vivendo in un’altra realtà’, ha aggiunto.
Presidente Meloni, si troverà a un bivio. Trump lascerà l’Ucraina indifesa e sguarnita. Dovrà scegliere se fare quello che dobbiamo fare, che non è la difesa, è riarmarci per garantirci contro un dittatore. Questo bivio, tra la difesa dell’Ucraina e seguire Trump, alla fine mi colpisce molto. I valori della difesa dell’Occidente e della Resistenza’, promossi rispettivamente dalla destra e dalla sinistra, ‘sono nelle trincee ucraine, non in un altro posto. Sceglierà di far parte della piattaforma di coordinamento degli eserciti nazionali che si va definendo con i Paesi volenterosi oppure seguirà Trump e l’abbandono dell’Ucraina così come oggi Trump ha consentito a Netanyahu di fare uno scempio a Gaza? Questa scelta, signora presidente, che oggi o domani mattina lei sarà chiamata a fare. Io spero che lei rimanga con l’Ucraina e con l’Europa’. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda.
‘Nelle ultime settimane, l’amministrazione americana ha annunciato politiche pesanti di introduzione dei dazi anche verso l’Unione europea, che sta cercando di rispondere in maniera unitaria, anche a norma di Trattati, e il più possibile immediata, attraverso una serie di contromisure per proteggere aziende, lavoratori e consumatori europei, pubblicando un elenco di prodotti statunitensi che potrebbero essere soggetti ai contro-dazi europei dal 1° aprile; l’univoca europea non può e non deve lasciare spazio a tentativi di contrattare per via bilaterale le proprie posizioni con l’amministrazione americana, come sembrano suggerire alcuni membri del Governo, che allontanerebbe l’Italia dalla politica commerciale europea, nell’illusione di avere sconti su alcuni prodotti ma che sarebbero del
tutto inadeguati a fronteggiare le conseguenze e l’impatto sulla nostra economia di una guerra commerciale con l’Europa, che risposta andrebbero ben al di là dal settore agroalimentare’. È quanto si legge nella risoluzione che il Pd depositerà in Parlamento in vista delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni prima del Consiglio europeo.