Un’intesa storica sui dazi tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti è a un passo. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, incontra in Scozia Donald Trump, giunto per una visita privata nei suoi golf club. L’accordo, che prevede tariffe al 15% ritenute “sopportabili” dalle cancellerie europee, è stato definito dal presidente americano come “il più grande di tutti”.
L’appuntamento a Turnberry, estuario del fiume Clyde, segna un momento cruciale nella lunga e complessa trattativa sui dazi transatlantici. Sarà il primo vero bilaterale tra i due leader da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Von der Leyen ha confermato il “viaggio lampo” che le permetterà di discutere un’intesa ormai alle battute finali, la cui bozza è già stata visionata dalla presidente al suo rientro dalla Cina.
Il 15% è il numero che ha sbloccato lo stallo, una percentuale che, a quanto pare, ha convinto anche il tycoon. “Ho avuto una buona telefonata con Trump, abbiamo concordato di vederci in Scozia per discutere delle relazioni commerciali transatlantiche e di come mantenerli forti”, ha scritto von der Leyen su X.
A bordo dell’aereo diretto al Golf Club di Trump, insieme a von der Leyen, ci sarà anche il commissario UE al Commercio Maros Sefcovic e i rispettivi staff. Le fonti vicine al dossier suggeriscono un incontro in due fasi: una allargata con gli sherpa e una seconda, più ristretta, solo tra i due leader. La Presidente della Commissione intende puntualizzare i principi che regolano i rapporti commerciali dell’UE, basati sul libero scambio e l’affidabilità delle partnership.
Nonostante l’ottimismo, Trump ha cercato di frenare gli entusiasmi prima di decollare per la Scozia, affermando che “l’intesa ci sarà al 50%” e che “su acciaio e alluminio non c’è molto margine di manovra”, suggerendo che su questi settori la percentuale del 50% resterà invariata. È su “tutto il resto” che la trattativa è in rapida evoluzione.
Cruciale sarà la conferma di esenzioni settoriali per prodotti agroalimentari, alcolici, dispositivi medici e legname. Il nodo dei farmaci rimane un’appendice delicata, con le parti che, a poche ore dal bilaterale, non sembrano ancora vicine. Fondamentale per gli europei, come testimoniato dagli avvertimenti di Volkswagen, sarà che le tariffe per il settore automotive scendano dal 27,5% al 15%, la percentuale base.
Altrettanto decisivo, nello schema della Commissione, è che il 15% includa quel 4,8% figlio della clausola della “Nazione più favorita” finora in vigore tra le due sponde dell’Atlantico. Resta da capire, con il possibile “deal”, che fine farà il listone di contromisure messo in campo dall’UE, le cui prime partirebbero dal 7 agosto.
In un segnale distensivo verso Washington, Bruxelles ha deciso di congelare l’ipotesi di una tassa europea sui servizi digitali, la cosiddetta “web tax”, cedendo alle pressioni statunitensi a tutela delle Big Tech americane.
Intanto, il presidente USA ha annunciato l’invio di nuove lettere sui dazi a Paesi terzi, riaccendendo lo scontro con il Canada: “Forse con loro non ci sarà accordo sui dazi”, ha attaccato.
Sul fronte interno, buone notizie per l’Italia e il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La spesa per i progetti finanziati dal PNRR ha registrato una significativa accelerazione nei primi mesi del 2025. I dati indicano che l’avanzamento della spesa ha superato il 40% del totale, in netto miglioramento rispetto al 33% registrato alla fine del 2024. Questo incremento suggerisce una maggiore efficacia nell’attuazione dei progetti previsti dal piano.