La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prenderà parte giovedì al vertice di Parigi della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, un’iniziativa a sostegno dell’Ucraina. A differenza del presidente francese Emmanuel Macron, del premier britannico Keir Starmer e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che saranno presenti fisicamente, la premier italiana parteciperà in videoconferenza, come la maggior parte degli altri leader.
L’incontro, co-presieduto da Macron e Starmer, segue una riunione tenutasi a Washington a metà agosto. L’obiettivo dichiarato dall’Eliseo è discutere le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e analizzare le conseguenze del “rifiuto della pace” da parte della Russia.
L’argomento delle garanzie di sicurezza è al centro del dibattito, con particolare attenzione all’eventuale invio di truppe. L’Alto rappresentante dell’UE per la Politica estera, Kaja Kallas, ha ribadito che ogni Stato membro ha la libertà di decidere autonomamente in merito, e che la discussione è in corso. Le garanzie di sicurezza dell’UE, ha precisato, si basano principalmente sull’addestramento militare (oltre 80.000 soldati ucraini formati), sull’assistenza civile e sul sostegno all’industria della difesa ucraina.
La Commissione europea conferma l’esistenza di una “roadmap chiara” per la definizione di queste garanzie. Una portavoce della Commissione, Arianna Podestà, ha affermato che la presidente Ursula von der Leyen ritiene che la situazione richieda di “fare tutto il possibile per garantire che l’Ucraina si trovi in una posizione di forza” in vista di possibili futuri negoziati con la Russia. Ha aggiunto che i partner dell’UE, compresi gli Stati Uniti, stanno lavorando per contribuire a definire tali garanzie.