L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) lancia apertamente la sfida al modello occidentale a guida statunitense. Al termine del 25° vertice tenutosi a Tianjin, i leader dei Paesi membri, tra cui Cina, Russia, India e Iran, hanno adottato una dichiarazione congiunta che pone l’accento su “rispetto, uguaglianza e non ingerenza” negli affari interni.
Il presidente cinese Xi Jinping, nel suo discorso, ha definito la SCO una “forza proattiva per la pace e lo sviluppo globali”, sottolineando l’impegno per una globalizzazione economica inclusiva e contrastando ciò che ha definito “l’egemonismo” e una “mentalità da Guerra fredda”. Per rafforzare i legami, la Cina ha annunciato ingenti sussidi e investimenti, oltre alla creazione di una propria banca di sviluppo.
La SCO ha inoltre preso una posizione decisa su due questioni internazionali. Ha condannato fermamente le vittime civili a Gaza e invocato un cessate il fuoco completo, chiedendo inoltre un freno alle azioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran. Questa posizione arriva mentre i Paesi europei si preparano a ripristinare le sanzioni contro Teheran, e la SCO ha messo in guardia contro “qualsiasi interpretazione arbitraria” delle risoluzioni ONU sul programma nucleare iraniano.
Fondata nel 2001, la SCO ha raddoppiato la sua quota nel PIL mondiale, raggiungendo il 30%. Con l’adesione di nuovi Paesi e l’ampliamento dei partner di dialogo, l’organizzazione conta ormai 26 nazioni, consolidando la propria influenza a livello internazionale.
Il vertice ha visto la partecipazione di figure di spicco come il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi. I due leader hanno avuto un incontro bilaterale, il primo da quando gli Stati Uniti hanno imposto dazi sulle esportazioni indiane a causa degli acquisti di petrolio russo. Putin ha elogiato il ruolo della SCO nella costruzione di un sistema di governance globale più equo, accusando l’Occidente di aver causato la guerra in Ucraina. Modi, da parte sua, ha sottolineato l’importanza della SCO nella lotta al terrorismo e ha affermato che le relazioni tra India e Cina non dovrebbero essere viste “attraverso la lente di un Paese terzo”, in un chiaro riferimento agli Stati Uniti.