Il movimento palestinese Hamas sta negoziando il piano del Presidente statunitense Donald Trump per porre fine al conflitto a Gaza, ma ha chiesto ai mediatori di apportare modifiche sostanziali al testo. Fonti palestinesi riferiscono alla TV saudita Al-Sharq che la fazione chiede in particolare garanzie internazionali sul disarmo, sul ritiro completo delle Forze di Difesa israeliane (IDF) e sull’esilio all’estero della sua leadership.
Si prevede che Hamas impiegherà “2-3 giorni per definire una posizione” ufficiale. A margine dei negoziati, il Capo del Servizio di informazione statale egiziano, Diaa Rashwan, ha dichiarato a Sky News Arabia che Hamas “sta studiando seriamente il piano” e si aspetta che il movimento lo accetti con alcune riserve. Rashwan ha però lanciato un avvertimento: un rifiuto avrebbe “gravi ripercussioni sulla situazione regionale”, sottolineando che qualsiasi minaccia alla sicurezza dell’Egitto “aprirà le porte a un inferno regionale”.
In un significativo sviluppo diplomatico, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che stabilisce che qualsiasi attacco al territorio o alla sovranità del Qatar sarà considerato una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
La mossa arriva tre settimane dopo i raid israeliani a Doha che avevano preso di mira alcuni leader di Hamas presenti nel Paese. Il Qatar, oltre a ospitare la più grande installazione militare americana in Medio Oriente, potrebbe infatti accogliere i capi di Hamas in esilio qualora l’organizzazione palestinese accettasse i termini dell’accordo di pace. L’ordine esecutivo mira quindi a blindare la posizione del Qatar, che funge da mediatore chiave e potenziale sede per l’esilio della leadership.