All’Hotel Ergife di Roma è andato in scena il congresso nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP). Con il titolo “Un nuovo mondo. Per un’Italia di sovranità e pace”, il coordinatore Marco Rizzo ha delineato un progetto che punta a superare lo storico scontro tra destra e sinistra, proponendo una “pacificazione nazionale” contro quelle che definisce le élite finanziarie e i vincoli esterni di UE e NATO.
Il congresso si è distinto per una platea internazionale insolita per la politica italiana, con l’obiettivo dichiarato di rappresentare un “mondo nuovo” che guarda oltre l’asse atlantico: Presente in sala Joe Hoft, figura vicina agli ambienti trumpiani, a testimoniare la volontà di DSP di dialogare con le correnti populiste americane contrarie alla “globalizzazione selvaggia”. Rizzo ha ribadito che l’Italia deve farsi promotrice di una neutralità attiva, uscendo dalla logica dei blocchi contrapposti.

Sul fronte interno, Rizzo ha annunciato il sostegno di DSP al referendum costituzionale sulla giustizia del prossimo marzo. In particolare, ha sposato la tesi dell’amico e storico Alessandro Barbero riguardo al Csm: “Il sorteggio è democratico. Voteremo Sì per rompere il sistema delle correnti nella magistratura.”
Rizzo non ha risparmiato critiche al teatrino della politica tradizionale, commentando duramente i recenti disordini alla Camera per la conferenza di CasaPound sulla “remigrazione”: “Vogliamo cambiare l’Italia delle tifoserie di chi gioca con ‘Bella ciao’ o con ‘chi non salta comunista è’. Sono due facce della stessa medaglia: il basso contro l’alto.”
Distanziandosi dalle proposte di estrema destra e dalle posizioni di Roberto Vannacci, Rizzo ha chiarito: “Noi facciamo politica, non propaganda. Bisogna ridare l’Africa agli africani e finirla con il business della falsa accoglienza, ma senza i giochini fascismo-antifascismo che servono solo a distrarre il popolo.”

Il progetto di DSP punta a costruire un’alleanza sociale tra classe lavoratrice, ceto medio e piccola impresa, con l’obiettivo di frenare il declino economico dell’Italia, che Rizzo vede “scivolare verso il ventitreesimo posto tra le potenze mondiali entro dieci anni” se non recupererà la propria sovranità politica.
Oltre a Rizzo e agli ospiti stranieri, il movimento si poggia su figure con storie politiche eterogenee, unite dal sovranismo, come Francesco Toscano. Cofondatore del movimento e volto noto della “contro-informazione” online, Toscano rappresenta l’ala più critica verso i media mainstream e la gestione delle emergenze (sanitarie e belliche).