In un momento in cui l’Europa è chiamata a rispondere allo strapotere economico di giganti come USA e Cina, la geografia politica dell’Unione sembra subire uno spostamento verso l’asse Roma-Berlino. A margine del vertice informale di Alden Biesen (Belgio), la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha promosso una riunione di coordinamento che segna la nascita di un nuovo “motore” per la competitività europea, insieme al Cancelliere tedesco Friedrich Merz e al Premier belga Bart de Wever.
L’iniziativa, che ha coinvolto complessivamente 19 Paesi (inclusa la Francia), punta a definire un cronoprogramma operativo da presentare al Consiglio Europeo di marzo. L’obiettivo è chiaro: trasformare le analisi dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta in azioni concrete per salvare l’industria del Vecchio Continente.
Meloni ha posto il costo dell’energia come priorità assoluta per l’Italia. La Premier ha chiesto una profonda revisione del sistema ETS (Emission Trading System), denunciando la speculazione finanziaria che gonfia i prezzi e penalizza le imprese. Ha confermato che la prossima settimana il Governo porterà in Consiglio dei Ministri il Decreto Energia (già anticipato nei giorni scorsi) per abbattere i costi delle bollette, sottolineando però che senza un intervento di Bruxelles la risposta resterà parziale.
Duro l’affondo sulla burocrazia di Bruxelles. Meloni ha lanciato un aut aut all’Unione: «Se l’Ue vuole aprire accordi di libero scambio, non può continuare a iper-regolamentare. Non possiamo competere con mercati che non hanno neanche lontanamente le norme che noi imponiamo ai nostri produttori».
L’obiettivo dichiarato è “frenare una burocrazia che sta superando il proprio ruolo”, garantendo che il commercio internazionale si basi sul principio di reciprocità.
La sintonia tra Meloni e il nuovo Cancelliere tedesco Friedrich Merz è apparsa evidente. La Premier ha spazzato via le voci di uno strappo con Parigi, pur rivendicando la centralità del nuovo asse bilaterale: «C’è un motore tedesco-italiano in questo momento, ma non è contro la Francia, che infatti partecipa al tavolo», ha precisato Meloni, dichiarandosi «grata a Friedrich» per il lavoro di coordinamento.
Interpellata sulla possibilità di nominare Mario Draghi come “inviato speciale per la competitività”, Meloni ha frenato sui titoli ufficiali («non credo esista una figura del genere»), ma ha lodato il contributo «prezioso» dei rapporti prodotti dall’ex Premier.
La giornata di Alden Biesen certifica che l’Italia non si limita più a seguire le direttive, ma ambisce a scrivere l’agenda economica europea insieme alla Germania di Merz, puntando tutto su pragmatismo e protezione del tessuto industriale.