Si e’ conclusa in un’aula stracolma l’udienza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sul ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro la decadenza da senatore e l’ineleggibilita’, sancite in base alla legge Severino. La seduta e’ stata tolta dalla presidente Angelika Nussberger dopo poco piu’ di due ore. La Corte si e’ riunita in camera di consiglio, ma una decisione e’ attesa non prima di diversi mesi. ‘Sono state fatte domande molto acute, alle quali e’ stata data risposta, ora aspettiamo la decisione con una qualche fiducia’, ha detto a fine udienza il legale di Berlusconi, Fausto Coppi. Gli avvocati del leader di Fi hanno accusato il Senato di essersi comportato come ‘un anfiteatro romano’ e avere applicato la legge a ‘fatti di 15 anni prima’. Il presidente della Giunta per le immunita’ Stefano ribatte: ‘Rispettate le regole’. Il governo ribadisce di avere ‘rispettato la Convenzione sui diritti dell’uomo’.
Molte domande da parte di diversi giudici (quattro su 17) della “Grande Chambre” della Corte dei diritti dell’uomo ai legali di Silvio Berlusconi e ai rappresentanti dello Stato italiano, durante l’udienza pubblica, a Strasburgo, sul ricorso dell’ex Cavaliere contro la sua decadenza da senatore e la sua incandidabilità al Parlamento, in applicazione della legge Severino, dopo la condanna definitva a quattro anni per frode fiscale dell’agosto 2013. Tutte le domande sono state focalizzate sulla natura e sulle modalità della decisione del Senato di far decadere Berlusconi dal ruolo di senatore, e sulla sua incandidabilità, mentre nessuno ha sollevato questioni sul merito della condanna per frode fiscale e sulla proporzionalità della pena comminata.
Il giudice albanese Ledi Bianku, in particolare, ha chiesto chiarimenti sui tempi dell’approvazione della legge Severino in rapporto alle elezioni del febbraio 2013 (“il decreto è stato elaborato tre mesi prima e applicato due mesi dopo”), e ha chiesto se queste circostanze non abbiano rischiato di “mettere in dubbio la stabilità elettorale”. Sia Bianku che un altro giudice, il portoghese Paulo Pinto de Albuquerque, hanno poi chiesto chiarimenti sul caso della decadenza da senatore di Augusto Minzolini, e sulle sue analogie e differenze con il caso Berlusconi. Altre domande del giudice portoghese hanno riguardato il fatto che il voto sulla decadenza di Berlusconi è stato pubblico e non segreto, come il Senato prevede per le decisioni riguardanti le persone, e il fatto che non ci sia possibilità di appello per questo tipo di decisioni del Parlamento nazionale, mentre a livello di assemblee degli enti locali la decadenza del mandato è sottoposta al controllo della giurisdizione del giudice civile. La decisione sulla decadenza del mandato di Berlusconi era stata caratterizzata dai suoi avvocati come è “una sanzione penale” aggiuntiva rispetto alla condanna per frode fiscale e come il “risultato arbitrario, sproporzionato e inappellabile” di una decisione presa “dalla maggioranza del Senato” (192 voti contro 114), ovvero dei suoi avversari politici, senza che vi siano dei “criteri chiari e obiettivi” previsti dalla Legge Severino per la sua applicazione e senza possibilità di appello presso un organismo indipendente. La rappresentante dello Stato italiano, Maria Giuliana Civinini, aveva invece negato la pretesa natura di sanzione penale della decadenza del mandato, affermando che si era trattato di una decisione presa dal Senato in applicazione delle sue prerogative, mentre la magistratura si era limitata a comunicare al Senato, com’era suo dovere, il fatto che Berlusconi era stato condannato per frode fiscale in via definitiva a quattro anni di reclusione.
“Mi piacerebbe sfidare Berlusconi, spero venga messo nelle condizioni di fare la campagna elettorale”. Così il segretario del Pd Matteo Renzi, parlando in treno con i giornalisti. “Ora siamo nella fase della costruzione delle coalizioni. Da qui alle prossime settimane si dovranno chiudere le squadre che giocano la partita e io sono, come tutti noi a parte Giachetti, molto grati a Piero Fassino per il lavoro generoso che sta facendo. Tutti tranne uno, indovinate chi è? Poi inizia la parte della scelta delle idee, del programma – ha aggiunto Renzi – e dei candidati. Io semplicemente sottolineavo che quando si tratta di ragionare di candidature, il Pd ha candidature forti. Noi facciamo il conto sui sondaggi, ma poi arriva il momento in cui Delrio va su un collegio. E poi la partita si gioca candidato contro candidato. Per questo mi piacerebbe farla contro Berlusconi, mi piacerebbe tanto. Quindi sono uno di quelli che spera che Berlusconivenga messo in condizioni di fare la campagna elettorale”, ha concluso il segretario del Pd.