INCIDENTE PROBATORIO PER MARCO GASPARRI, SCAFARTO SOSPENDE LAVORO
Un’acquisizione di atti sugli appalti, disposta dalla Procura di Roma, e’ stata effettuata negli uffici della Consip da parte dei Carabinieri di Roma e della Guardia di Finanza di Napoli. L’atto istruttorio e’ stato disposto dal procuratore aggiunto Ielo e dal sostituto Palazzi. L’acquisizione di documenti e’ legata al mega appalto Fm4 da 2,7 miliardi. La Procura ha anche chiesto di sentire in incidente probatorio Marco Gasparri, il dirigente della Consip accusato di corruzione nel filone dell’indagine che ha portato all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo. Obiettivo dei pm e’ cristallizzare le sue affermazioni che sono alla base delle accuse mosse a Romeo.
Un’acquisizione di atti relativi ad appalti, disposta dalla Procura di Roma, si è svolta negli uffici della Consip da parte dei carabinieri della Capitale e della Guardia di Finanza. L’atto istruttorio e’ stato disposto dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi. A svolgere gli accertamenti sono i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e la Guardia di Finanza di Napoli. L’acquisizione di documenti e’ legato al mega appalto Fm4 da 2,7 miliardi di euro.
La Procura di Roma ha chiesto di sentire in incidente probatorio Marco Gasparri, il dirigente della Consip accusato di corruzione nel filone dell’indagine che ha portato all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo il primo marzo scorso. Obiettivo del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi e’ cristallizzare le sue affermazioni che sono alla base delle accuse mosse a Romeo. Parlando sia con i magistrati romani che con quelli di Napoli, il dirigente della centrale acquisti ha affermato di avere ricevuto, nell’arco di tre anni, circa 100 mila euro da parte di Romeo per ottenere informazioni relative agli appalti banditi dalla Consip.
Al centro dell’indagine, che ha portato all’arresto di Romeo lo scorso 1 marzo, c’è la gara FM4, di ‘facility management’, ovvero servizi per la pa, del valore di 2,7 miliardi, bandita nel 2014 e suddivisa in 18 lotti, alcuni dei quali puntava ad aggiudicarsi Romeo. L’imprenditore prese parte alla gara per il lotto da 143 milioni di euro per l’affidamento di servizi in una serie di palazzi istituzionali a Roma, che andavano dalla pulizia alla manutenzione degli uffici.Per raggiungere il risultato, Romeo, secondo quanto detto da Marco Gasparri ai pm, avrebbe corrotto il dirigente con 100mila euro in tre anni, affinché gli desse una serie di informazioni indispensabili per avere la meglio sugli altri partecipanti. Entrambi rispondono dall’accusa di corruzione.
Un sistema quello di Romeo nel quale, secondo la ricostruzione di Gasparri, l’imprenditore riteneva indispensabile pagare, poiché, a suo dire, tutti lo facevano.Nell’indagine risultano indagati, per rivelazione di segreto d’ufficio il ministro dello Sport, Luca Lotti (all’epoca dei fatti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri), il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette e il generale di brigata dell’Arma Emanuele Saltalamacchia. Rispondono di traffico di influenze il padre dell’ex premier Tiziano Renzi, il suo amico imprenditore Carlo Russo, e l’ex parlamentare e consulente di Romeo, Italo Bocchino.