ANCHE PER L’EX COMANDANTE DEI CC DEL SETTE E SALTALAMACCHIA
La Procura di Roma ha chiesto la proroga di sei mesi delle indagini nei confronti del ministro dello Sport, Luca Lotti, accusato di favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio nell’ambito di un filone dell’inchiesta Consip. La richiesta riguarda altre 11 persone coinvolte nell’inchiesta, fra le quali Tiziano Renzi – padre dell’ex premier Matteo – il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e l’ex comandante della Legione Toscana dell’Arma, Emanuele Saltalamacchia.
La procura di Roma chiede altri sei mesi di indagini sulla vicenda Consip, per 12 iscritti nella maxi inchiesta, tra i quali figurano il ministro Luca Lotti e il generale dei carabinieri Tullio Del Sette, indagati per le informazioni riservate arrivate ai vertici della centrale acquisti della pubblica amministrazione, e Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, che risponde di traffico di influenze.”Per quanto attiene alla fuga di notizie – scrivono gli inquirenti nella richiesta di proroga indagini inviata lo scorso 19 dicembre al gip Gaspare Sturzo – sono tuttora in corso le attività istruttorie volte a ricostruire la catena di comunicazione all’interno della struttura gerarchica dell’Arma, così come i contatti tra le persone che legittimamente erano a conoscenza dell’indagine e gli indagati”.
Sui presunti “accordi illeciti tra Romeo e Russo – aggiungono i magistrati – il ruolo di Bocchino e di Renzi (Tiziano ndr), sono in corso riscontri sui tabulati telefonici e attività di raccolta di informazioni da parte di persone informate sui fatti”.Mentre sul filone legato “alle gare Consip e Grandi Stazioni ed alle ipotesi di turbativa delle gare indette da tali stazioni appaltanti – proseguono i magistrati – è in corso una complessa attività di analisi della documentazione acquisita, accompagnata da attività di raccolta informazioni da parte di persone informate sui fatti”.La proroga riguarda anche l’ex comandante della Legione Toscana, Emanuele Saltalamacchia, gli imprenditori Alfredo Romeo e Carlo Russo (amico di Renzi), l’ex parlamentare del Pdl e consulente di Romeo, Italo Bocchino, l’amministratore delegato di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi, il presidente Pubbliacqua (società partecipata del Comune di Firenze) Filippo Vannoni, e gli ex manager della centrale acquisti della pubblica amministrazione Domenico Casalino, Luigi Ferrara e Francesco Licci.
L’iscrizione del ministro Lotti sul registro degli indagati risale al 21 dicembre del 2016, il giorno dopo l’audizione dell’ex ad di Consip Luigi Marroni, davanti ai pm di Napoli, John Woodcock e Celeste Carrano. Il manager aveva ammesso di aver saputo dal ministro dell’indagine in corso sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione.Il fascicolo passò subito a Roma e il 27 dicembre Lotti si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti. A seguito della proroga chiesta dai pm, l’indagine è destinata a chiudersi dopo le elezioni del 4 marzo.