Francois Hollande, a sorpresa, rinuncia a correre per un secondo mandato all’Eliseo, annunciando quello che mai nessun presidente della Quinta repubblica aveva fatto prima di lui. In un testamento politico in diretta tv, Hollande si e’ detto orgoglioso del suo difficile mandato. ”Non mi rassegno alla dispersione della gauche”, ha aggiunto. Sono stati soprattutto Segolene Royal e i loro quattro figli, si apprende dall’entourage del presidente, a insistere in questi ultimi tempi per convincerlo a rinunciare. Il primo ministro, Manuel Valls, e’ pronto a scendere in campo.
Il presidente francese Francois Hollande ha annunciato che non si candiderà per un nuovo mandato all’Eliseo. “Ho deciso di non candidarmi alle elezioni presidenziali – ha detto in un discorso in diretta dall’Eliseo – non c’è in gioco una persona, ma il futuro del Paese”. Secondo gli ultimi sondaggi, il consenso per Hollande è a minimi storici, attorno al 10%.
In piedi, parlando a braccio, Francois Hollande, con voce bassa ma decisa, ha parlato dal salone dell’Eliseo in diretta tv ai francesi per 10 minuti. L’annuncio, storico, della sua rinuncia, e’ durato 20 secondi. Queste le sue parole: “Sono cosciente dei rischi di una decisione che farebbe correre una candidatura che non riuscirebbe a raccogliere abbastanza consensi. Ho quindi deciso di non candidarmi alla rielezione, al rinnovo del mio mandato”.
Il colpo di scena della rinuncia del presidente francese Francois Hollande a presentarsi per un secondo mandato alle presidenziali del 23 aprile e 7 maggio 2017 apre la strada ad una candidatura del primo ministro Manuel Valls per i socialisti. Ma intanto la corsa all’Eliseo si annuncia già affollata. Messi fuori gioco Nicolas Sarkozy e Alain Juppé, François Fillon è il candidato ufficiale del centrodestra, trionfatore delle primarie organizzate dal partito Les Republicains. Altre due personalità politiche della destra etichettate Le Républicains hanno annunciato una candidatura fuori dalle primarie: si tratta di Henri Guaino e Michèle Alliot-Marie (ex ministro della Difesa). Sempre a destra Rama Yade, esclusa dal Parti radical valoisien ha annunciato l’intenzione di correre per l’Eliseo, mentre Nicolas Dupont-Aignan (ex UMP) è candidato per Debout la France. Più al centro, Jean Lassalle, deputato Modem dei Pyrénées-Atlantiques. All’estrema destra, la leader del Front National Marine Le Pen è stata una delle prime ad annunciare la sua candidatura, con i sondaggi che prevedono per ora un suo arrivo al ballottaggio. . A sinistra, in attesa di Valls, molti avevano già annunciato di volersi candidare alle primarie socialiste: Jean-Luc Bennahmias, ex ecologista passato per il centrista MoDeM e oggi espressione dell’Union des Démocrates et Ecologistes, Gérard Filoche esponente dell’ala sinistra del Partito socialista, 70 anni, critico di Hollande, Benoit Hamon, ex ministro dell’Istruzione di Francois Hollande, che si è candidato per “cambiare modello di sviluppo”, l’ex sottosegretario Marie-Noelle Lienemann e l’ex ministro Arnaud Montebourg.
Ci sono poi il candidato di Europe Ecologie Les Verts, l’ecologista Yannick Jadot, di Europe Ecologie Les Verts, e Jean-Luc Mélenchon, Le Parti de Gauche, che dopo essersi rifiutato di prendere parte alle primarie della sinistra ha ottenuto il sostegno del Partito comunista. In corsa anche l’ex ministro dell’Alloggio Sylvia Pinel (Parti Radical de Gauche) Nathalie Artaud, professoressa di economia (Lutte Ouvrière), Philippe Poutou (Nouveau Parti anticapitaliste). Tra i candidati di centro, c’è attesa per la decisione di François Bayrou (MoDem). La sconfitta di Juppé – che avrebbe potuto sostenere – potrebbe spingerlo a farsi avanti. Secondo Bayrou il programma di Fillon “solleva numerose domande ai cittadini e alla nostra società”. Si presenta come indipendente Emmanuel Macron, ex-ministro dell’Economia di Hollande, 38 anni, che ha fondato il movimento ‘En marche!’, per lanciarsi nella corsa alle presidenziali. Vi sono infine anche François Asselineau, presidente dell’Union populaire républicaine, al suo secondo tentativo; Jacques Cheminade, 75 anni, che guida il partito ‘Solidarité et progrès’. Jean Lassalle, vicepresidente del MoDeM. Henry de Lesquen, presidente di Radio Courtoisie, di estrema destra. Le sue esternazioni hanno provocato molte reazioni, tra cui una petizione presentata per chiedere il ritiro della sua candidatura.
Una rinuncia che colpisce nel segno. Secondo un sondaggio Harris Interactive per Radiomontecarlo 8 francesi su 10 approvano la decisione di Francois Hollande di non correre per un secondo mandato all’Eliseo nel 2017. Alla domanda: “Approvate o disapprovate la scelta di Hollande di non candidarsi alle elezioni presidenziali del 2017” l’82% dei francesi intervistati ha detto di “approvare” la decisione del Capo di stato socialista. Solo il 4% la disapprova e il 14% non si sbilancia. Fra i simpatizzanti della sinistra sono l’86% ad approvare, l’88% fra quelli della destra, l’84% fra quelli del Front National. Fra i possibili candidati della sinistra quello che raccoglie il maggior numero di consensi è il primo ministro Manuel Valls, con il 24% (5% in più rispetto al sondaggio del 21 novembre), seguito da Arnaud Montebourg con il 14% e da Benoît Hamon con il 6%. L’inchiesta è stata realizzata online ieri, subito dopo l’annuncio del presidente Hollande di non ricandidarsi.
La candidatura di Manuel Valls alle primarie della gauche per la corsa all’Eliseo del 2017 e’ ”imminente”: e’ quanto scrive il sito internet dell’Obs, dopo l’annuncio di Francois Hollande di non concorrere per un secondo mandato all’Eliseo. Prima di candidarsi, Valls dovra’ pero’ dimettersi dal suo ruolo di premier. ”Lo fara’ presto”, dice un ministro citato dall’Obs.fr. Il calendario e’ serratissimo, perche’ sabato il Partito socialista organizza un meeting delle primarie e Valls vuole parteciparvi da candidato. Dovra’ quindi lasciare al piu’ presto Matignon. Il passaggio di consegne potrebbe avvenire gia’ da questa mattina. Quanto al successore di Valls sembra che Hollande abbia gia’ scelto. A prendere suo il posto alla guida del governo sara’ l’attuale ministro dell’interno, Bernard Cazeneuve.