MOSCA DIFENDE DAMASCO, ‘ATTACCO A DUMA PER INCOLPARE REGIME’
Un attacco missilistico ha colpito questa mattina una base aerea nella Siria centrale, vicino ad Homs, causando 12 morti. Dopo avere in un primo momento accusato gli Stati Uniti, il regime siriano ha puntato il dito su Israele. Gli Usa e altri otto paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – Gran Bretagna, Francia, Polonia, Olanda, Svezia, Kuwait, Peru’ e Costa d’Avorio – hanno chiesto intanto una riunione di emergenza dei Quindici sull’attacco chimico in Siria. Mosca difende Damasco e parla di ‘provocazione’ per incolpare il regime.
Almeno 12 militari, tra cui soldati iraniani, sono stati uccisi nei raid missilistici compiuti nella notte contro una base aerea nella Siria centrale e da alcune fonti attribuito a Israele. Secondo media panarabi degli Emirati Arabi Uniti (Sawt ad Dar), dell’Arabia Saudita (Ikhbariya) e dell’Iran e degli Hezbollah (al Mayadin), l’attacco avvenuto alla base Tayfur vicino Homs non e’ da collegarsi al presunto attacco chimico di sabato a est di Damasco e in cui sono morte circa 70 persone. Ma, secondo le stesse fonti, sarebbe uno dei raid periodici condotti da Israele contro basi iraniane e di Hezbollah in Siria.
Gli Stati Uniti negano ogni responsabilita’ nell’attacco missilistico contro la base aerea T4, considerata la piu’ grande della Siria, situata 150 chilometri a nord-est della capitale Damasco. “Al momento, il Dipartimento della Difesa non sta conducendo attacchi aerei in Siria”, ha detto un portavoce del Pentagono in un comunicato. L’agenzia di stampa governativa siriana “Sana” riferisce dell’abbattimento di otto missili. “L’attacco ha causato diversi morti e feriti”, conclude l’agenzia. Secondo l’emittente televisiva dello Stato siriano, almeno 12 missili avrebbero raggiunto la base aerea situata nel governatorato di Homs. Non ci sono ancora immagini dei rottami per determinare il tipo di missile usato. Anche l’origine dell’attacco non e’ chiara, ma si sospetta che possa provenire da Israele, che al momento non ha ancora commentato. Ieri gli Stati Uniti non avevano escluso il ricorso ad azioni militari contro Damasco in seguito al presunto attacco chimico contro l’enclave dei ribelli anti-governativi nella Douma, alle porte della capitale, che ha causato un numero ancora imprecisato di morti tra la popolazione civile. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa con sede a Londra, almeno 14 combattenti, compresi alcuni iraniani, sono stati uccisi nell’attacco missilistico. Nella base aerea tra Homs e Palmira sono di stanza “forze russe, iraniane e libanesi di Hezbollah” alleate del governo di Bashar al Assad, riferisce ancora l’Osservatorio.