’UN SEGNALE NEGATIVO PER TUTTI, NON SI CAPISCE PERCHE”
‘Con tutto il dovuto rispetto per il Parlamento la decisione di riaprire il ddl concorrenza a piu’ di 850 giorni dalla sua presentazione, e’ difficilmente comprensibile e rischia di trasmettere l’ennesimo segnale negativo a cittadini, imprese e istituzioni internazionali’. Cosi’ il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda commenta l’ok in commissione alla Camera a 4 emendamenti, con carattere ‘di mera chiarificazione’ e non tali da mettere in discussione la sostanza del testo, che obbligano ora il ddl a tornare al Senato per la quarta lettura in 3 anni.
“Con tutto il dovuto rispetto per il Parlamento la decisione di riaprire il Ddl Concorrenza a piu’ di 850 giorni dalla sua presentazione da parte del governo Renzi, e’ difficilmente comprensibile e rischia di trasmettere l’ennesimo segnale negativo su questo tema per cittadini, imprese e istituzioni internazionali”. E’ quanto dichiara il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calendaall’esito della decisione da parte delle commissioni Attivita’ produttive e Finanze della Camera di approvare quattro emendamenti al testo del Ddl Concorrenza trasmesso dal Senato. “I quattro emendamenti accolti – ha commentato il ministro – hanno prevalentemente un carattere di mera chiarificazione e non mettono in discussione la sostanza degli articoli a cui si riferiscono. Il governo, peraltro, ha ribadito piu’ volte la propria disponibilita’ ad affrontare i punti sollevati dagli emendamenti sia attraverso l’accoglimento in sede attuativa di eventuali atti di indirizzo da parte del Parlamento sia promuovendo, dopo l’approvazione definitiva e senza dar luogo ad un ulteriore ed inutile rinvio, ad eventuali iniziative di precisazione del testo. Vedremo se gli impegni ad approvarlo rapidamente al Senato troveranno riscontro” ha concluso il ministro. Una volta approvato in aula alla Camera, il testo dovra’ dunque tornare al Senato per la quarta lettura in tre anni.