LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. A ROMA ORDINANZA DELLA RAGGI SU USO LIMITATO
Manca l’acqua a Parma e Piacenza e il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle due Province. La crisi idrica e’ dovuta a un lungo periodo di siccita’ a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili.
A causa del perdurare di condizioni climatiche di siccità, con precipitazioni nettamente inferiori alle medie stagionali, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza per regolamentare l’uso dell’Acqua potabile, proveniente dalla rete idrica comunale gestita da Acea Ato 2. Il provvedimento, in linea con quello già adottato da altre amministrazioni comunali del territorio laziale, fa riferimento all’uso dell’Acqua per scopi diversi da quelli domestici.
Otto milioni e 650 mila euro per affrontare l’emergenza siccita’ nei territori di Parma e Piacenza, ulteriori deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione (anche mediante autobotti) e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali. E’ questa la dotazione della dichiarazione di stato d’emergenza del consiglio dei ministri, che ha accolto la richiesta della Regione, per la crisi idrica a Parma e Piacenza. Per rispondere all’emergenza siccita’ nei campi e per garantire acqua potabile in tutta la regione e’ stata convocata anche una riunione con i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, le associazioni degli agricoltori, i gestori del servizio idrico integrato, Atersir e Arpae per illustrare nel dettaglio le procedure semplificate per le deroghe ai prelievi di acqua, superando i limiti del cosiddetto “deflusso minimo vitale” dei fiumi.
A causa delle condizioni climatiche che favoriscono la siccita’ limitare l’uso dell’acqua per annaffiare orti e giardini, riempire piscine, lavare auto. Lo stabilisce un’ordinanza della sindaca Virginia Raggi che restera’ in vigore fino a settembre sull’intero territorio di Roma Capitale. Il provvedimento consente l’uso di acqua potabile per usi domestici e sanitari, inclusi i servizi pubblici di igiene urbana. Acea e vigili urbani faranno controlli per verificare il rispetto del provvedimento.
Acea Ato 2, congiuntamente con Polizia Locale e forze dell’ordine, effettuerà controlli per verificare il rispetto del provvedimento. “L’Acqua è un bene prezioso che va sempre tutelato – dichiara Raggi – soprattutto nei momenti in cui si assiste a un riduzione delle fonti di approvvigionamento. Vogliamo evitare che i cittadini subiscano, durante il periodo estivo, possibili disagi causati dalla scarsa disponibilità di risorse idriche. E quindi con questa ordinanza intendiamo contrastare ogni possibile spreco o utilizzo superfluo dell’Acqua potabile, consentendone il consumo per i soli scopi personali e domestici”.
L’ordinanza mira soprattutto a preservare il livello delle acque del lago di Bracciano notevolmente abbassatosi nel corso degli scorsi anni a causa della mancanza di una politica di tutela della risorsa idrica del lago e delle scarse piogge. L’ordinanza sara’ in vigore fino a settembre sull’intero territorio di Roma Capitale.