“Chiedero’ alle forze politiche di condividere un percorso anche sul piano cronoprogramma e delle priorita’ che andremo a realizzare. Il Paese chiede chiarezza, non possiamo proseguire con dichiarazioni o differenti sensibilita’, sfumature varie e diversita’ di accento”. Dopo le liti nella maggioranza sulla legge di bilancio, il premier Giuseppe Conte ha deciso di chiedere una verifica per garantire una prospettiva fino al 2023. L’obiettivo e’ arrivare ad una roadmap, “le riforme si potranno realizzare in un orizzonte temporale ampio, non certo in pochi mesi”.
La verifica viene invocata soprattutto dal Pd (“O si approva o non si approva, non possiamo stare sospesi ogni giorno a Di Maio e Renzi”, l’aut aut del dem Bettini). Di Maio sottolinea la necessita’ di “stilare delle priorita’”. Mentre Iv rilancia il piano shock da 120 miliardi. Renzi ritiene che sia questa la priorita’. Il leader di Italia viva da giorni ripete che se si continua a litigare e a perdere tempo allora sarebbe meglio andare a votare. “Devono coinvolgerci, non possono certo fare tutto da soli. Poi succede che la nostra linea, come sulle tasse, viene comunque approvata”. A dire subito si’ al premier e’ stato il segretario dem Zingaretti: bisogna – ha spiegato – “ridare agli italiani sicurezza e ricostruire la fiducia” e “costruire un’agenda del 2020 fondata sullo sviluppo, sul lavoro, sulla rivoluzione verde, su quei pilastri che possono riaccendere l’economia italiana”.
“Quando il presidente del Consiglio parla di una verifica del programma a gennaio, intende dire che è necessario tracciare una roadmap di governo chiara con le priorità e un cronoprogramma di riforme strutturali condiviso da tutte le forze di maggioranza fino alla fine naturale della legislatura”. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. “L’impegno preso dalle forze di maggioranza è governare fino al 2023, le riforme si potranno mettere a punto e realizzare in un orizzonte temporale ampio non certo in pochi mesi”, aggiungono le stesse fonti.