NUOVO PROTOCOLLO PER CHARLIE, L’OSPEDALE RIESAMINA IL CASO. LA STRUTTURA DI LONDRA CHIEDE NUOVA UDIENZA ALL’ALTA CORTE
Il Great Ormond Street Hospital di Londra si e’ rivolto all’Alta Corte per una nuova udienza sul caso del piccolo Charlie Gard ‘alla luce delle richieste di possibili altri trattamenti’, dopo che il Bambino Gesu’ di Roma ha inviato una lettera chiedendo ufficialmente ai medici inglesi di poter somministrare al bimbo un protocollo sperimentale ‘che puo’ funzionare’. ‘E’ giusto tentare. Ne siamo convinti insieme ai genitori di Charlie’, scrive la struttura britannica parlando di ‘due ospedali internazionali e dei loro ricercatori che ci hanno comunicato nelle ultime 24 ore di avere nuovi dati a proposito del trattamento sperimentale da essi proposto’.
Una chance per il piccolo CHARLIE. Il Great Ormond Street Hospital di Londra ha concluso, “in accordo con i genitori del bambino”, che “è giusto esplorare” il trattamento sperimentale proposto da un team di scienziati. “Due ospedali internazionali e i loro ricercatori – spiegano dalla struttura – ci hanno comunicato nelle ultime 24 ore di avere nuove evidenze riguardo al trattamento sperimentale da loro proposto. Crediamo sia giusto esplorarle”.
“La condizione di CHARLIE – sottolineano dal Gosh – è eccezionalmente rara, con danni cerebrali catastrofici e irreversibili. I nostri medici hanno esplorato ogni possibile trattamento medico, comprese le terapie nucleosidiche sperimentali. Esperti indipendenti hanno convenuto con il nostro team clinico che questo trattamento sarebbe ingiustificato. Non solo: hanno detto che sarebbe inutile e prolungherebbe la sofferenza del bambino. Non si tratta di una questione di denaro o di risorse – tengono a puntualizzare dall’ospedale – ma assolutamente di ciò che è giusto per CHARLIE“. “La nostra visione non è cambiata”, precisa quindi la struttura inglese. Tuttavia, “riteniamo giusto chiedere la posizione dell’Alta Corte alla luce delle nuove dichiarazioni. La nostra priorità è sempre stata e sarà sempre l’interesse di CHARLIE Gard”, come “di tutti i bambini e delle famiglie di cui ci occupiamo”, ai quali “ci sforziamo di fornire la migliore assistenza medica possibile”. Prosegue il Gosh: “Siamo orgogliosi dei nostri colleghi del lavoro che fanno” e “del sostegno pubblico che abbiamo guadagnato” nel tempo. “L’ultima cosa che vogliamo è che un paziente soffra”, ribadiscono dall’ospedale che esprime riconoscenza per “le offerte di aiuto della Casa Bianca, del Vaticano e dei nostri colleghi in Italia, negli Stati Uniti e altrove”. Infine un ultimo pensiero per il piccolo CHARLIE: “Vorremmo rassicurare tutti che l’ospedale continuerà a prendersi cura di lui e della sua famiglia con il massimo rispetto e la dignità in questo momento molto difficile”.
Nella vicenda del piccolo Charlie si assiste alla “mercificazione” di “una sciagura familiare. Giornalisti affamati di notizie ed esperti di vario tipo si nutrono di questioni come questa per mestiere. I commenti di costoro possono essere come tante pietre lanciate contro un bambino senza difesa e i suoi genitori allo sbaraglio”. Invece Gesu’ “aspetterebbe che si faccia silenzio” per “ritrovare nel silenzio il mistero della vita”. Cosi’ l’Osservatore Romano interviene sul caso Charlie con un commento firmato da Gianpaolo Dotto.