USA-UE CACCIANO 100 DIPLOMATICI, SCONTRO CON MOSCA. TRUMP NE ESPELLE 60, 2 VIA DALL’ITALIA. E ANCHE DA AUSTRALIA
Circa 100 diplomatici russi sono stati espulsi tra Usa ed Ue in seguito all’avvelenamento nel Regno Unito dell’ex spia Skripal e della figlia. Trump ne ha cacciati 60; l’Italia due. E anche l’Australia. Mosca avverte che rispondera’ con “misure speculari di rappresaglia”. Il governo britannico esulta: “La Russia non puo’ violare impunemente le norme internazionali”.
E’ scattata l’espulsione dei diplomatici russi in risposta all’attacco di Salisburry dove l’ex spia russa Serghiei Skripal, e’ stata avvelenata assieme alla figlia Iulia. Mosca ha immediatamente chiarito che rispondera’ all’espulsione, ha spiegato il ministero degli Esteri citato da Interfax. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha informato che “oggi gia’ 14 Stati membri hanno deciso di espellere diplomatici russi come seguito” di quanto deciso al vertice Ue della settimana scorsa. Due dall’Italia, 4 dalla Francia, 4 dalla Germania 4 da Polonia e Lituania – Trump ne ha espulsi 60 e ha chiuso il consolato di Seattle, mentre l’Ucraina ne ha cacciati 13. Il governo britannico esulta: “La Russia non puo’ violare impunemente le norme internazionali”. Il Cremlino si e’ detto “dispiaciuto” per la decisione presa da alcuni paesi di espellere i diplomatici russi in solidarieta’ con Londra e annuncia che seguiranno misure “speculari di rappresaglia”. Salvini: le espulsioni aggravano i problemi.
Una risposta coordinata e imponente quella degli alleati occidentali della Gran Bretagna che oggi hanno annunciato una raffica di espulsioni a danno di diplomatici russi per l’avvelenamento dell’ex spia russa Sergey Skripal, avvenuta nel Regno Unito. Una decisione a cui Mosca ha già annunciato che risponderà in maniera “speculare”. Gli Stati Uniti hanno espulso “60 spie russe”, mai avvenuto in precedenza in un unico caso, 14 Paesi Ue hanno decretato la stessa sorte per un numero più ristretto, ma altrettanto importante di diplomatici e tra questi anche due in Italia. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato nel pomeriggio che 14 Paesi europei “hanno deciso di espellere diplomatici russi” e che “ulteriori misure, tra cui altre espulsioni, non sono escluse nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”. Una mossa che era stata ventilata anche nelle ore precedenti dai media di mezza Europa e dall’altra parte dell’Atlantico. L’espulsione di diplomatici russi da una maggioranza di Paesi Ue, dagli Usa e dal Canada “è la continuazione sulla linea dello scontro e dell’escalation” nei confronti della Russia e non aiuterà a trovare la verità nel caso dell’avvelenamento dell’ex spia russa, ha contestato Mosca nella prima reazione ufficiale, espressa dal ministero degli Esteri in un comunicato. “Esprimiamo una decisa protesta in relazione alla decisione presa da una serie di Paesi membri dell’Ue e della Nato di espellere diplomatici russi – si legge nel comunicato – Consideriamo tale passo ostile e non corrispondente agli interessi di trovare le cause e i responsabili dell’incidente accaduto il 4 marzo a Salisbury”, ovvero l’avvelenamento di Skripal e della figlia Yulia con un agente nervino.
Immediato anche il commento della Gran Bretagna che la scorsa settimana aveva espulso 23 diplomatici russi. “La straordinaria risposta internazionale da parte dei nostri alleati entra nella storia come la più grande espulsione collettiva di agenti dell’intelligence russa e contribuirà a difendere la nostra comune sicurezza”, ha twittato il ministro britannico degli Esteri, Boris Johnson aggiungendo che “la Russia non puù impunemente violare le regole internazionali”. La Casa Bianca ha parlato apertamente di 60 “spie” che hanno approfittato della copertura diplomatica per lavorare negli Stati Uniti. Parlando con Axios, i funzionari statunitensi hanno detto che “la porta al dialogo resta aperta” con la Russia, ma solo dopo che avrà ammesso le sue responsabilità nell’attacco. “Quando attacchi i nostri amici, affronterai serie conseguenze” ha commentato una fonte. Del totale nella lista americana, 48 russi lavorano in ambasciata e 12 alla missione russa presso le Nazioni Unite. La decisione è stata presa a una settimana dalla telefonata tra il presidente Donald Trump e l’omologo russo, Vladimir Putin, durante la quale non era stato affrontato il caso Skripal, su cui Mosca ha negato responsabilità.
La misura decisa oggi dagli Usa rappresenta “la più ampia singola espulsione” di russi dagli Stati Uniti, ha sottolineato un funzionario americano. Nel 1986, l’amministrazione Reagan ordinò a 55 diplomatici moscoviti di lasciare il Paese, mentre nel dicembre 2016 l’allora presidente Barack Obama cacciò 35 diplomatici per via della presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi. Poi, lo scorso luglio, il Cremlino ha ordinato a Washington di ridurre il suo personale diplomatico in Russia di 755 persone, e Trump ha risposto, ad agosto, con la chiusura del consolato russo a San Francisco e di edifici diplomatici di New York e Washington. Nel Continente europeo le espulsioni sono state annunciate da Germania, Francia, Italia, Olanda, Finlandia, Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia, Ucraina (dove ben 13 diplomatici dovranno lasciare il Paese) e Repubblica ceca. “A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell’Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica”, ha annunciato la Farnesina.
La raffica di espulsione di diplomatici russi da 14 Paesi Ue, insieme a Usa, Canada e Ucraina e’ un avvertimento per Mosca che non puo’ continuare a calpestare il diritto internazionale. Lo ha sottolineato la premier britannica, Theresa May, alla luce delle ritorsioni coordinate messe in atto dagli alleati. “ho trovato grande solidarieta’ nei nostri amici e alleati, nell’Ue, Nato, Stati Uniti e oltre. “Insieme abbiamo inviato il messaggio che non tollereremo i continui tentativi della Russia di calpestare il diritto internazionale e indebolire i nostri valori”.
Il Cremlino ha ribadito la propria innocenza nel caso Skripal, l’avvelenamento dell’ex spia russa in Inghilterra, dopo l’annuncio di una raffica di espulsioni di diplomatici russi da Paesi Ue, dagli Usa e dal Canada. “Deploriamo tale decisione, che viene spiegata con il presunto caso Skripal. Noi l’abbiamo già detto e lo ripetiamo: la Russia non ha nulla a che vedere con questa vicenda”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.