Gli economisti di Confindustria hanno limato ancora al ribasso le stime sulla crescita: nel 2016 il Pil e’ visto al +0,7% (era +0,8%) e nel 2017 al +0,5% (era +0,6%). La crescita 2017, avvertono, ‘non e’ scontata’ e l’Italia e’ ferma da 15 anni. Sui conti, il Csc avverte che senza flessibilita’ si rischia una manovra correttiva da 1 punto di Pil e spinge sulle riforme, ma ‘tutto dipende dal referendum’. Stupisce invece il dato sull’occupazione. Il ministro Padoan di rimando: ‘Le stime del governo nella nota aggiornamento al Def, dovrebbero essere migliori’. Padoan invita a non guardare solo al Pil, ma anche all’occupazione e assicura che il calo delletasse ‘e’ il primo pilastro della strategia del governo, continuera’ nel 2017 con l’Ires e stiamo vedendo cos’altro fare’.
Il Centro studi di Confindustria taglia le stime di crescita del PIL per il prossimo biennio ma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non ci sta: dimostreremo, dice, che “queste stime sono sbagliate”. Appare preso un po’ in contropiede dai dati degli industriali il governo anche se i toni non si alzano e la polemica è rapidamente disinnescata, anzi derubricata a semplice “sollecitazione”. Una ‘pace’ firmata dallo stesso leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ‘confessa’: “da italiano tifo per i dati del governo più che per quelli di Confindustria. Sono orgoglioso del lavoro del Centro studi ma spero che sbagli. Non c’è nessuna vena polemica ma solo una constatazione a condizioni date. E’ una sorta di provocazione positiva”, dice. Ad innescare la miccia i dati sul PIL che registrano per viale dell’Astronomia una “crescita piatta e insoddisfacente” che nel 2016 si fermerà al +0,7%per scendere al +0.5% nel 2017. Una “debolezza superiore alle attese” che per il 2017 non è per altri neppure scontata ma “va conquistata”. “Le stime del governo che saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che sara’ approvata la prossima settimana potrebbero essere migliori di quelli del Csc sia per il 2016 che per il 2017”, dice subito Padoan per il quale “la stima del Csc si basa su ipotesi di policy di quadro programmatico che sono diverse da quelle che il governo intende proporre e non per ragioni di polemica”. E aggiunge: “io prendo comunque le stime del Csc come una sollecitazione per prendere misure giuste e quindi dimostrare che queste stime sono sbagliate”. E proprio di “provocazione positiva” parlerà poi lo stesso Boccia, chiudendo la presentazione dei dati, spiegando al governo come “con onestà intellettuale abbiamo fatto una constatazione per offrire risposte ad un dibattito in cui vogliamo entrare con corresponsabilità”. Perché l’obiettivo di viale dell’Astronomia, conclude, è quello di “aprire un confronto utile e rispettoso con il governo in una logica di corresponsabilità”.