Il Governo accelera la ricerca di coperture finanziarie per le revisioni della Legge di Bilancio. Al centro della trattativa, che coinvolge i vertici di Abi, Ania e Confindustria, c’è il ritocco al rialzo dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) per il settore bancario e assicurativo.
L’ipotesi sul tavolo prevede un aumento dello 0,5% aggiuntivo per banche e assicurazioni, accompagnato da una franchigia di 90 mila euro pensata per tutelare gli istituti di credito e le imprese più piccole. Questa modifica, che andrebbe ad aggiungersi ai 11 miliardi di contributo già previsti dal DDL varato dal Consiglio dei Ministri, mira a raccogliere ulteriori 200-300 milioni di euro.
Al termine degli incontri a Palazzo Chigi, il Vice Premier Antonio Tajani ha ammesso la difficoltà della mediazione: “Stiamo lavorando intensamente, ascoltiamo e ci confrontiamo, Giorgetti farà una proposta a breve. La quadratura del cerchio non è facile”.
La maggioranza è alla ricerca di circa un miliardo di euro per sostenere gli emendamenti depositati in Commissione Bilancio. Le altre ipotesi di copertura e modifica includono:
- Assicurazioni: Si valuta una sanatoria sull’adeguamento dell’imposta per i danni al conducente, che potrebbe generare un contributo sostanziale.
- Holding: In corso verifiche per eliminare l’aumento del 2% dell’IRAP previsto per le holding non finanziarie.
- Tobin Tax (FdI): Fratelli d’Italia ha riformulato un emendamento che propone un aumento progressivo della tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax), con aliquote che salirebbero dallo 0,3% nel 2027 allo 0,4% nel 2029.
- Mes (Lega): La Lega ha proposto una revisione del testo che prevede la cessione delle quote di contribuzione al capitale del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), destinando i proventi al rifinanziamento del Fondo per la riduzione della pressione fiscale, eliminando la precedente stima di 15 miliardi.
Intanto, perde quota l’ipotesi di utilizzare la rivalutazione dell’oro domestico per ottenere parte delle coperture. Potrebbe essere ritirato l’emendamento di Fratelli d’Italia che chiedeva di riconoscere la proprietà statale delle riserve auree gestite da Banca d’Italia. Il passo indietro segue il monito della Banca Centrale Europea (BCE), che ieri aveva fatto sapere di non essere stata interpellata in merito.
La prossima settimana sarà cruciale per definire le coperture, ma l’agenda parlamentare rischia di slittare. Il voto sugli emendamenti in Commissione Bilancio al Senato dovrebbe partire solo dopo l’8 dicembre, posticipando l’approdo del testo in Aula, inizialmente previsto per il 15 dicembre.